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Consigli Kenya


Fenicotteri rosa - Lago Nakuru Kenya
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Kenya: Consigli, informazioni, documenti e notizie

Consigli e informazioni per il tuo viaggio e la permanenza in Kenya

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Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (John Steinbeck)

Kenya: Documenti e notizie. 

 

Visti e Bolli

I viaggiatori di nazionalità italiana, così come quelli della maggior parte dei Paesi, devono essere muniti di visto d'ingresso, che consente un periodo di permanenza di tre mesi.

22/11/2016
Per le feste natalizie ancora valido il visto cartaceo.
Buone notizie per chi viaggerà verso il Kenya durante le prossime vacanze natalizie e nei primi mesi del 2017. Il "vecchio" visto cartaceo sarà ancora valido a dispetto di quello da fare online che, pur essendo più pratico e ormai al passo con i tempi, presenta sempre alcune difficoltà in più, anche se fa risparmiare qualche minuto al momento dell'ingresso nel Paese africano.
L'introduzione del visto online era stata decisa dal Ministero dell'Interno keniota all'indomani dei problemi di scarsa sorveglianza che avevano portato molti clandestini di origine somala ad introdursi in Kenya con possibili ripercussioni sulla sicurezza nazionale.
Ma il tentativo di far utilizzare il visto da fare in internet come unico documento valido per l'ingresso da turisti nel Paese, è stato rimandato già tre volte a causa dei disagi che avrebbe apportato al già precario settore turistico.
Così anche per questa stagione di afflusso dall'estero, nonostante i controlli siano sempre molto alti, sarà possibile compilare la documentazione cartacea.
Attenzione, però, sapendo del visto online oggi non tutte le compagnie aeree sono dotate dei documenti da distribuire a bordo, quindi meglio procurarselo prima o stamparlo. La foto non è necessaria.
by MalindiKenya.net

05/09/2016
Adeguamento aeroporto di Malindi a scalo internazionale.
La data d’inizio dei lavori di adeguamento della pista è stata certificata dalle parole del Sottosegretario ai Trasporti Irungu Nyakera con l'inizio del nuovo anno fiscale, che in Kenya significa da giugno. Secondo i progetti presentati tempo fa dal direttore dell’aeroporto, i lavori dovrebbero durare circa 18 mesi, quindi è plausibile pensare che Malindi avrà finalmente lo scalo internazionale nel 2019.

04/07/2016
FALSO ALLARME, avanti ancora col cartaceo.
Online solo il permesso temporaneo di uscita dei cittadini kenioti.
Falso allarme per l'obbligatorietà del visto online per entrare in Kenya. Per questa estate, e forse anche oltre, nessun problema all'aeroporto di Mombasa per chi si presenterà senza il visto online "E-visa".

Sul sito dell'Ufficio Immigrazione del Kenya era apparsa una nuova informativa, ma non riguarda gli ingressi dei turisti in Kenya, bensì solamente i "temporary permit", ovvero i permessi di uscita dei cittadini del Kenya dal loro Paese.
C'è da dire comunque che prima o poi questa direttiva entrerà in vigore ed è meglio prepararsi a tale evenienza, anche perché ormai il sito garantisce l'emissione del visto entro 48 ore dalla richiesta.
Per quanto riguarda il visto online invece è ancora valido il rinvio "Sine die", ovvero fino a data da destinarsi, deciso dal Ministro del Turismo del Kenya Najib Balala lo scorso 1 gennaio. Anche dall'aeroporto di Mombasa ci sono giunte notizie rassicuranti. Per chi si presenta senza "e-visa" è sempre possibile entrare in Kenya, anche se ormai conviene adeguarsi a quel che sarà il futuro prossimo.
by MalindiKenya.net

17/10/2015
Da gennaio 2016 il visto online per entrare in Kenya sarà obbligatorio. Dopo la proroga data dal Presidente Kenyatta, e il perfezionamento del sito, non ci saranno altre estensioni. A confermare il nuovo cambiamento delle procedure è stata Jacinta Nzioka Mbithi, director of marketing del Kenya Tourism Board: "Assieme all'aiuto degli operatori abbiamo studiato una semplificazione del sistema che comprende la traduzione in italiano del procedimento per ottenere il visto online. Rimaniamo convinti che questa sia una miglioria per tutto il settore".

12/09/2015
In una nota diramata dal Ministero dell'Interno e trasmessa a tutti gli interessati, poi pubblicata dalle agenzie di stampa e dagli enti turistici, il Governo keniota ha deciso di ripristinare i visti manuali anche nel porto doganale di ingresso in Kenya fino a data da destinarsi, oltre che online.
Il Governo aveva precedentemente disposto:
Il visto di ingresso, fino al 1 settembre 2015, potrà essere rilasciato anche dall'autorità aeroportuale di Nairobi o Mombasa, da detta data il visto di ingresso singolo potrà essere richiesto esclusivamente on line sul sito evisa.go.ke con un costo di USD $ 51 e pagando utilizzando una carta Visa o Mastercard. Il tempo di elaborazione è di 2 giorni lavorativi.
Una volta rilasciato, l'e-Visa (il visto d'ingresso elettronico) sarà messo a disposizione sul vostro conto e-Visa.
È necessario stampare una copia del rapporto da presentare, unitamente al passaporto, alle autorità aeroportuali quando si arriva in Kenya.
L'e-Visa ha una validità di 3 mesi, quindi è necessario intraprendere il viaggio prima della sua scadenza.
Giunti al controllo dell'immigrazione nella stazione aeroportuale d'ingresso, viene rilasciato un visto per un periodo di soggiorno non superiore a 90 giorni, che può essere rinnovato per altri 90 giorni presso una sede per l'immigrazione. Il numero massimo di giorni che un visitatore può rimanere in Kenya è di 6 mesi.
Nel caso di cancellazione della richiesta del visto o lo stesso non venga concesso dal governo del Kenya, le tasse non saranno rimborsabili.
Il visto, rilasciato dalle autorità aeroportuali, dovrà essere pagato esclusivamente con carta di credito.
A fronte di sgradite sorprese, suggerisco di effettuare il visto di ingresso online.

I viaggiatori, inoltre, devono dimostrare di avere un biglietto di andata e ritorno, in caso contrario è possibile che le autorità richiedano l'acquisto del biglietto di ritorno o di effettuare un deposito rimborsabile.
Le tasse aeroportuali sono incluse nel biglietto aereo quindi non dovete pagarle al momento della partenza dal Paese come era una volta. È possibile importare valuta straniera sino ad un valore massimo di
USD $ 5.000. Nel Kenya, il denaro deve essere ufficialmente cambiato solo negli uffici preposti come banche o uffici di cambio, anche se il cambio clandestino avviene alla luce del sole.
Le restrizioni doganali sono simili a quelle di altri paesi, le armi sono totalmente vietate, comprese le armi giocattolo (che devono essere comunque denunciate all'ingresso nel Paese), inoltre è vietata anche la caccia dal 1977. È assolutamente vietato esportare avorio, corni, tartarughe marine, coralli e pellame di rettili.
Ricordiamo che il passaporto dovrà avere una validità residua di almeno sei mesi. All'ingresso nel Paese, viene apposto un timbro sul passaporto dal quale risulta la durata del soggiorno. Si consiglia al turista di dichiarare il periodo effettivo del soggiorno in Kenya e di controllare il timbro apposto sul passaporto. La proroga del soggiorno di ulteriori tre mesi può essere estesa solo in Kenya presso gli uffici competenti per l'immigrazione. Le sanzioni per il mancato rispetto di tale procedura possono arrivare anche all'arresto. Per entrare in Kenya il passaporto deve avere almeno una intera pagina bianca, al fine di poter apporre il visto di ingresso. In caso contrario, i viaggiatori potrebbero non essere accettati nel Paese e fatti rientrare in Italia con il primo volo utile.
Con la conversione del Decreto legge del 24 aprile 2014 l'Italia si è allineata con gli altri stati dell'Unione Europea abolendo il bollo annuale sul passaporto a partire dal 23 giugno 2014. È stata prevista, però, l'introduzione di un contributo amministrativo, valevole ai soli fini del rilascio del passaporto ordinario e consistente in un contrassegno telematico di concessione governativa acquistabile presso le rivenditorie di valori bollati, pari a 73,50 euro (prima era 40,29 euro). A tale importo, che riguarda anche le ipotesi di rilascio a favore dei minori, va aggiunto il costo del libretto, pari a 42,50 euro.

 

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Visto di ingresso cartaceo
Cliccando qui potrai scaricare la richiesta del visto in formato cartaceo per l'ingresso in Kenya valido fino a data da destinarsi.
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Informazioni per l'ottenimento dell'e-Visa
Cliccando qui potrai scaricare informazioni sulla compilazione della richiesta e-Visa obbligatoria per l'ingresso in Kenya dal 1 novembre 2015.
Informazioni per ottenimento eVisa.pdf
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Zanzara del genere Anopheles
Zanzara del genere Anopheles

Rischi sanitari

KENYA:

Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Può essere richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla, se si proviene da Paesi nei quali il morbo è diffuso. Le Autoritá sanitarie del Kenya hanno comunicato che la stessa vaccinazione è richiesta anche ai visitatori che effettuano un transito presso tali Paesi.

 

 

TANZANIA:

La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria esclusivamente per i viaggiatori provenienti da Paesi dove tale malattia è endemica (Kenya, Etiopia, ecc.), anche nel caso di solo transito aeroportuale, se questo è superiore alle 12 ore ed in ogni caso se si lascia l'aeroporto di scalo. Si consiglia, comunque, anche a coloro che provengono da Paesi in cui tale malattia non è endemica, di munirsi del certificato di vaccinazione contro la febbre gialla.
Si segnalano altresì rari episodi - verificatisi peraltro solo all'aeroporto “Kilimanjaro” - di passeggeri che, avendo effettuato un transito di poche ore in Paesi dove la febbre gialla è endemica, sono stati obbligati a fare la relativa vaccinazione. Si ritiene si tratti di casi di errori del personale sanitario aeroportuale o, più probabilmente, di episodi di taglieggiamento. Si raccomanda ai connazionali di non adempiere a tali richieste.

SUGGERIMENTI SANITARI PER KENYA E TANZANIA:

Febbre gialla e anticolerica sono consigliate solo in caso di itinerari molto particolari fuori dai tracciati turistici normali.
Come misura precauzionale molti consigliano la profilassi antimalarica (non esistono vaccini in tal senso: il RTS, S, nome commerciale “Mosquirix”, così si chiamerà il primo vaccino prodotto dalla Glaxo Smith Kline contro la malaria, verrà commercializzato nel 2017). Solitamente viene consigliata l'assunzione del LARIAM come profilassi antimalarica (almeno 2 settimane prima della partenza una compressa alla settimana, durante il soggiorno in Kenya e al rientro dall’Africa per almeno 3-4 settimane). Si tratta di un farmaco abbastanza forte che può essere variamente tollerato (consultare il proprio medico). In alternativa a questo farmaco è consigliato il PALUDRINE (ora disponibile nelle farmacie italiane); l'assunzione di questo farmaco può iniziare a partire dal giorno di arrivo in Kenya per tutta la durata del soggiorno e poi per almeno 3-4 settimane al rientro dal viaggio (2 compresse al giorno tutti i giorni). Si tratta di un farmaco più blando e quindi più facilmente tollerato e comunque di un'ottima profilassi antimalarica. Tra gli ultimi nati nel campo della farmacologia attinente alla profilassi antimalarica va segnalato il MALARONE (farmaco efficace tuttavia al momento non ancora disponibile nelle farmacie italiane – solo su richiesta). Personalmente sconsiglio qualsiasi forma di profilassi antimalarica sopracitata, particolarmente per gli effetti collaterali che potrebbero insorgere e che variano da individuo a individuo.
La malaria è causata dal Plasmodio, un protozoo parassita. Provoca febbre alta, mal di testa e dolori in altre parti del corpo. Se non viene trattata precocemente, può evolvere velocemente ad uno stato di grave malattia fino a coinvolgere il cervello, con un alto rischio di morte e di danni cerebrali.
Quando una persona che vive in un'area malarica ha la febbre, gli operatori sanitari devono conoscerne le cause per essere sicuri di somministrare il giusto trattamento. Per molti anni gli operatori sanitari prescrivevano e prescrivono ancor oggi, farmaci antimalarici non specifici. Questo significa che a volte le persone ricevevano il trattamento sbagliato con conseguente spreco di risorse e aumento della resistenza ai farmaci disponibili.
Oggi esistono in commercio test diagnostici rapidi che sono progettati per rilevare la malaria in base alla presenza degli antigeni del parassita, usando un formato veloce e facile da utilizzare. Fino a poco tempo fa, la conferma della diagnosi di malaria era fatta in seguito all’individuazione dei parassiti in un campione di sangue. Questa procedura richiede personale altamente qualificato, reagenti ed attrezzature, strumenti talvolta non sempre disponibili in certe aree dell'Africa sub-Sahariana. I test diagnostici rapidi prevedono l'utilizzo di anticorpi che, a contatto con il sangue infetto di un paziente, si legano ai parassiti della malaria ed innescano un cambiamento di colore su una striscia che può essere osservata facilmente ad occhio nudo. Mentre questi test sono tecnicamente difficili da produrre, una volta costruiti sono relativamente semplici da eseguire, non richiedono attrezzature specializzate e forniscono risultati accurati in molti contesti geografici.
Possiamo dire che questi test che rilevano gli antigeni riescono ad individuare almeno 19 casi su 20, una percentuale di successo che rende questi strumenti potenzialmente molto utili nella pratica clinica.
L'uso dei test diagnostici rapidi sono quindi un ulteriore passo in avanti verso il raggiungimento della precisione nella diagnosi di malaria e la chiave per assicurare il corretto trattamento da somministrare ai pazienti. Le risorse possono essere salvaguardate con un utilizzo razionale dei farmaci antimalarici e questo ridurrà anche la pressione sulla resistenza ai farmaci.
Esistono diversi tipi di test diagnostici veloci progettati per rilevare il parassita della malaria. Tutti i test funzionano abbastanza bene, ma necessitano di più studi per valutare quanto siano facili da usare e quali ostacoli potrebbero esserci affinché siano adottati in tutti i Paesi.
In assenza dei predetti test, all'insorgere dei primi sospetti di infezione malarica, è consigliabile raggiungere il primo ospedale per poter effettuare in cinque minuti, con pochi euro ed una goccia di sangue tolta dal dito di una mano, il test malarico.
Resta il fatto che i test diagnostici veloci non sono una terapia e comunque, a malattia accertata, ci si deve recare in ospedale per individuare, con un prelievo di sangue, il tipo di parassita che vi ha infettato. Ciò in quanto esistono varie specie di parassita Plasmodium, quattro sono le più diffuse, ma la più pericolosa è il Plasmodium falciparum, con il più alto tasso di mortalità fra i soggetti infestati. Una volta individuato il parassita la cura la si trova in qualsiasi farmacia anche con soli due euro. Vi domanderete: come mai in Africa muoiono di malaria migliaia di persone ogni anno ed in particolar modo le vittime sono bambini, se esistono ospedali, terapie adeguate e centinaia di associazioni umanitarie pronte ad offrire il loro aiuto? Questa è una domanda a cui rispondo solo personalmente " face to face".
Tanto per chiarire: le zanzare del genere Anopheles sono il solo ed unico vettore della malaria, mentre il serbatoio del parassita è costituito dagli individui infettati in maniera cronica. Quindi in assenza di persone infette da detta parassitosi, non è possibile contrarre la malattia. Naturalmente questi soggetti, anche se non avvertono i sintomi della malaria, non significa non possano essere portatori del parassita.
La maggior parte delle zanzare anofele diventano abbastanza attive al crepuscolo, di notte e all’alba; mentre durante il giorno riposano lontane dal sole, per evitare la disidratazione.
Il corpo della zanzara anophele adulta ha un colore che va dal marrone scuro al nero ed è divisa in 3 sezioni che sono capo, torace e addome.
Risulterà facile riconoscere l’anofele solo dal ventre rivolto verso l’alto, durante il suo periodo di riposo, al contrario delle altre zanzare che lo mantengono in parallelo alla superficie su cui posano.
Il "tempo d'incubazione" dell'infezione trasmessa dal Plasmodium falciparum, detta anche "febbre terzana maligna", che va dall'infezione con la puntura di zanzara alla comparsa dei segni e dei sintomi della malaria, è dai 9 ai 14 giorni.
Un consiglio: non vi venga in mente di tornare al più presto nel vostro Paese per la cura di questa infezione. Dove vi trovate potete avere tutte le terapie necessarie, non reperibili in altri Paesi, terapie che peraltro, in molti casi, consistono nella combinazione di due o più farmaci.

Suggerisco inoltre alcune misure preventive semplici ed utili:

  • dormire sempre sotto le zanzariere (sia negli hotels della costa che nei lodges/campi tendati all’interno i letti delle camere dispongono di bellissime zanzariere);

  • spruzzare all'interno della camera un po' di insetticida (al tramonto prima di andare a cena);

  • utilizzare dove è disponibile l'aria condizionata per mantenere una temperatura all'interno della vostra camera fresca e quindi non adatta alle zanzare;

  • utilizzare sulle parti scoperte del corpo repellenti contro le zanzare (tipo Autan o similari a base di citronella);

  • indossare abiti leggeri e coprenti (pantaloni lunghi, camicie a maniche lunghe, calzini) dopo il tramonto.

Per coloro che seguono particolari trattamenti medici è consigliabile partire con una buona scorta di medicinali. Nei centri più grandi sono disponibili farmacie ed adeguati servizi medici. Dottori ed ospedali in genere in caso di cure e/o ricovero richiedono il pagamento in contanti dei servizi prestati. Le cure di livello europeo e degli eventuali rimpatri sanitari hanno un costo elevatissimo. È pertanto sempre raccomandabile avere all'atto della partenza una valida copertura assicurativa (tipo Elvia, Cea, Europe Assistance etc.) che possa garantire anche, in casi estremi, il rientro sanitario. Hotels e lodges/campi tendati offrono buffets vari, abbondanti e di ottima/standard qualità. Verdure fresce (crude e cotte) e frutta sono ottime e sempre ben lavate e disponibili ai buffet insieme ad una grande varietà di carni (vitello, manzo, maiale, pollo etc.) e di pesce e crostacei oltre a riso, pasta e specialità della cucina locale africana molto buone e gustose. Raccomandiamo di non mangiare pesce e crostacei presso venditori ambulanti o chioschi esposti al caldo e al sole dove il cibo potrebbe essere facilmente avariato o non fresco. La stessa raccomandazione vale per le bevande e l'acqua non imbottigliate.

Personalmente consiglio le seguenti vaccinazioni: difterite e tetano, febbre gialla e colera (vivamente consigliate), epatite virale A, epatite virale B, febbre tifoide, meningite meningococcica, rabbia, poliomielite.
In Kenya non è sicuro bere l'acqua di rubinetto, per cui è consigliabile consumare solo acqua in bottiglie sigillate oppure bevande calde. In alternativa l'acqua corrente può essere trattata facendola bollire per almeno 15 minuti, al fine di garantire la più efficace delle purificazioni. Le verdure e la frutta, se mangiate crude, vanno sempre ben lavate in acqua corrente e, non è mai eccessiva l'indicazione di rilavarle con soluzioni disinfettanti concentrate (Amuchina, Dettol, etc.)
Il rischio di malaria esiste tutto l'anno e in tutto il Paese. Vi è basso rischio a Nairobi e sugli altopiani (oltre i 2.500 metri) delle provincie: Centrale, Valle di Rift, Orientale, Nyanza ed Occidentale.
Altri rischi: dissenteria, amebiasi, giardiasi, parassitosi intestinale, schistosomiasi, tripanosomiasi. L'incidenza di infezione da HIV è alta in tutto il Paese.
Sono in crescita i casi di AIDS, colera, dengue, meningite meningococcica.
Consiglio di portare con sé una piccola farmacia da viaggio (antiacidi, antidolorifici, anti-istaminici, anti-diarroici, reidratazioni orali, antibiotici ad ampio spettro, antisettici, cerotti, forbici, termometro, protettivi solari per labbra e pelle) e di stipulare, dato che le cure presso gli ospedali sono a pagamento, un'assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l'eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese.

Prima del viaggio è necessaria una valutazione attenta della meta, della durata, della tipologia di viaggio, delle condizioni di salute del viaggiatore.

Artemisia
Artemisia

 

LA CURA VERDE CONTRO LA MALARIA

Dall'artemisia un derivato efficace.

 

«Profilassi farmacologica contro la malaria? No grazie. Oggi la malaria si cura ai primi sintomi. I farmaci che si usano per la prevenzione costano cari e hanno effetti collaterali. Meglio l'artemisimina, un principio attivo contenuto nella pianta di artemisia». Chi parla così sicuro è Mauro Saio, un medico italiano che da venticinque anni lavora in Kenya e da una ventina al Nairobi Hospital.


La sua specialità è studiare e curare la malaria, una malattia che ogni anno provoca da un milione a tre milioni di morti, a seconda delle stime. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità le persone colpite ogni anno dalla malaria della quale è responsabile un parassita, il Plasmodio, trasmesso con la puntura delle zanzare anofele, sono 500 milioni in tutto il mondo. Parassita insidiosissimo: muta geneticamente con grande rapidità e si trasforma in modo tale da sviluppare una pronta resistenza ai farmaci.
«Ecco perché il vecchio chinino, utilissimo cent' anni fa, - spiega Saio - ora non serve più. La sua efficacia è scesa fino a diventare quasi zero. Così è accaduto per l'Halofantrina, che si usava a piene mani una quindicina d' anni fa. In quel periodo si è capito che si dovevano associare due farmaci diversi, in modo da ridurre l'insorgenza della resistenza. La terapia con chinino, mano a mano che il plasmodium diventa resistente, veniva accompagnata con somministrazione di antibiotici: in un primo tempo si usava la tetraciclina, ora la doxiciclina».
«All'inizio degli anni Novanta - racconta ancora il medico italiano - ho invitato in Kenya il professor Lee perché presentasse un nuovo principio attivo in uso nel suo Paese, la Cina, da almeno 3000 anni: l'artemisimina, composto idrosolubile quindi facilmente assorbibile dall'organismo. Usata in Kenya l'artemisimina non solo funzionava alla perfezione ma uccidendo il parassita rendendolo anche sterile, riduceva la trasmissione. In particolare dava risultati ottimi contro il Plasmodium falciparum, il più pericoloso dei quattro parassiti che provocano la malaria. Quello che quando colpisce quasi sempre, se non curato, uccide e che sviluppa resistenza ai farmaci assai rapidamente. Solo nel '98, dopo aver salvato decine di persone con un farmaco fatto con sola artemisia, mi sono accorto dei primi segni di resistenza del parassita. Gli ammalati apparentemente guarivano, ma dopo poche settimane si presentavano in ospedale con una recrudescenza. Per bloccare l'evoluzione ho cercato di associare l'artemisimina con altri farmaci, ma con risultati poco entusiasmanti, anche perché dovevo usare quei medicinali che avevano effetti collaterali importanti. Finalmente è stato messa a punto una specialità che da un lato cura la malaria con l'artemisimina, e dall'altro impedisce che il parassita diventi resistente, con la lumefantrina. È un farmaco eccezionale: entrato in produzione nel 1999 in sette anni non ha perso la sua efficacia».
La sua assunzione è semplicissima. In caso si verifichino i sintomi della malaria, febbre alta, mal di testa e spossatezza, dopo il test per verificare la presenza del Plasmodium nel sangue si prendono 4 pastiglie, due volte al giorno, dopo i pasti, per tre giorni.
Una bella differenza se si pensa che i farmaci usati per la profilassi vanno presi un paio di settimane prima di arrivare in zona malarica e qualche settimana dopo esserne usciti. «L'unica vera profilassi che si deve applicare è fatta di accorgimenti semplici; - specifica il dottor Saio - coprirsi con maniche lunghe dopo il tramonto, dormire sotto una zanzariera e usare prodotti repellenti agli insetti da applicare sulla pelle». Espedienti ottimi ma che comunque non impediscono del tutto il contagio. Per chi vive in zona endemica, la nuova cura è un toccasana: la profilassi farmacologica scongiurava sì la malaria, ma diventava un peso eccessivo per il fegato, l'organo dove il plasmodium si concentra e si sviluppa.
E poi il prezzo, veramente basso, anche se nel Terzo Mondo (data l'estrema povertà delle popolazioni) non si può usare l'espressione "accessibile a tutti". Un ciclo di terapia costa 1,2 euro per un adulto e 80 centesimi per un bambino. «Da quando uso questo farmaco - spiega il dottor Saio ridendo - sono quasi disoccupato. Ho fatto molte ricerche e statistiche e sono convinto che può essere la soluzione per combattere seriamente la malaria. Non è una via semplice, perché i produttori dei vecchi farmaci non intendono togliere dal mercato i loro prodotti. Ma presto dovranno farlo anche perché l'Oms, ormai, ha imboccato anche lei con convinzione la strada dell'artemisimina e l'uso di due farmaci in combinazione».
La malaria provoca una vera ecatombe, ma un dato preciso non esiste e varia notevolmente a seconda delle stime.
500 milioni di nuovi casi clinici all'anno (di cui il 90% in Africa tropicale) e da 1 a 3 milioni i decessi ogni anno. Questa la stima dell'Organizzazione mondiale della sanità sui contagiati dal plasmodio della malaria.

Kenyan Shillings
Kenyan Shillings

Valuta

 

Il codice internazionale per lo Scellino Keniota è KES

Il simbolo per lo Scellino Keniota è KSh

Valore medio Scellino Keniota nel 2016 - 1 Euro=112.367 KShs

Valore minimo Scellino Keniota nel 2016 (20 dicembre) - 1 Euro=105.810 KShs

Valore massimo Scellino Keniota nel 2016 (3 maggio) - 1 Euro=117.415 KShs

 

Dati rilevati in data 9 giugno 2017 - 1 Euro=115.580 KShs

Per maggiori dettagli ed aggiornamenti consultare il seguente Link

 

Valori statistici

Valore medio Scellino Keniota nel 2015 - 1 Euro=109.075 KShs

Valore minimo Scellino Keniota nel 2015 (13 marzo) - 1 Euro=95.810 KShs

Valore massimo Scellino Keniota nel 2015 (24 agosto) - 1 Euro=121.680 KShs

 

Valore medio Scellino Keniota nel 2014 - 1 Euro=116.775 KShs

Valore minimo Scellino Keniota nel 2014 (31 dicembre) - 1 Euro=109.200 KShs

Valore massimo Scellino Keniota nel 2014 (8 maggio) - 1 Euro=121.875 KShs

 

Valore medio Scellino Keniota nel 2013 - 1 Euro=114.432 KShs

Valore minimo Scellino Keniota nel 2013 (17 maggio) - 1 Euro=106.860 KShs

Valore massimo Scellino Keniota nel 2013 (1 febbraio) - 1 Euro=120.110 KShs

Formalità valutarie e doganali

I turisti possono importare o esportare liberamente valuta straniera sino ad un massimo di 5.000 $ USA. Oltre tale limite è necessario compilare un modulo per la Banca Centrale da consegnare al momento dell’entrata o dell’uscita dal Paese. La valuta va cambiata solo presso uffici autorizzati (banche, alberghi e uffici cambio).

Divieto di esportazione

È severamente proibito esportare dal Paese i seguenti articoli e loro derivati: avorio di elefante, corno di rinoceronte, tartaruga marina, coralli, madrepore e pelli di rettili. Dato che il solo possesso di questi articoli costituisce reato ed è punito con pene severissime, si raccomanda la massima attenzione anche in fase di transito aeroportuale circa il possesso di monili di avorio e/o di conchiglie.

Per quanto concerne l’esportazione di articoli come felini maculati, animali vivi, insetti, conchiglie e piante, occorre verificare le disposizioni in vigore e chiedere eventualmente un permesso di esportazione.

L’ufficio competente per informazioni ed eventuali autorizzazioni è il Kenya Wildlife Service P.O. Box 40241 - 00100 Nairobi Kenya Tel: +254 (0) 20 6000800 +254 (0) 20 6002345 +254 (0) 726 610508/9 +254 (0) 736 663400 +254 (0) 735 663421 Fax: +254 (20) 6003792.

Viaggiatori con animali (cani e gatti) consultino le Condizioni per l’importazione di cani/gatti in Kenya

sul sito dell'Ambasciata del Kenya a Roma.

Si consiglia di non credere ciecamente alle disposizioni impartite dall'Ambasciata keniota, tanto è vero che cani e gatti fino a 10 Kg (trasportino compreso), col permesso del Comandante dell'aeromobile, possono viaggiare in cabina col passeggero. Per le pratiche affidatevi al vostro veterinario di fiducia. Vale lo stesso discorso per l'esportazione di cani e gatti dal Kenya.

Divieto di detenzione

Detenere trofei quali zanne di elefante e corni di rinoceronte è severamente vietato dalla legge keniota e passibile di arresto o multe salatissime dell’ordine anche di duecentomila dollari.

Per tutti gli altri oggetti che riguardano un po’ tutti perché in ogni casa, tra gli arredi, ci possono essere coralli, conchiglie, suppellettili varie che hanno anche un valore affettivo in quanto acquistati tanti anni or sono, ma sopratutto sprovvisti di ricevute, come è naturale che sia, è possibile ottenere una autorizzazione per la loro detenzione rivolgendosi al Kenya Wildlife Service (KWS) che potrà rilasciare un regolare permesso che garantirà la legalità del possesso e, ad un eventuale controllo, la regolarità della detenzione.

 

Un discorso a parte circa la detenzione e/o l'esportazione delle conchiglie.

In Kenya è permesso il possesso, nelle case private e negli alberghi, di sole conchiglie a patto che venga sempre esibita la ricevuta valida del negoziante, o della bancarella (con timbro o dati certi del venditore) e non ci saranno problemi. Gli acquisti devono essere effettuati solo ed esclusivamente se il venditore è in grado di rilasciare una regolare ricevuta e per regolare si intende con nome e cognome, o con il logo del negozio, descrizione e prezzo dell’oggetto acquistato.

Va ricordato che l’esportazione di conchiglie è severamente vietata e che un eventuale acquisto, se proprio non se ne può fare a meno, dovrà essere destinato solo a complemento di arredi in case private o alberghi.

Divieto di filmare con supporti volanti

In Kenya è assolutamente vietato filmare con i cosiddetti "droni".

La legge del Kenya vieta severamente l'uso dei droni per la sicurezza nazionale. Chiunque verrà sorpreso nell'utilizzare un drone sul suolo keniota, compresi Parchi Nazionali e Riserve private, rischia il sequestro del drone e l'arresto, a meno che non si richiedano e si ottengano i relativi permessi sia dalla Kenya Civil Aviation Authority, sia dal Ministry of Defense.

Divieto dei sacchetti di plastica

In Kenya, dal 28 agosto 2017, sarà vietato l'uso di sacchetti di plastica.

Pene severissime: 4 milioni di scellini (35 mila euro circa) di multa o 4 anni di reclusione a chi verrà trovato in possesso di sacchetti di plastica o alle aziende che ne faranno uso.

Il Kenya è il secondo Paese africano a bandire la plastica dopo il Ruanda.

Sigla di Stato

KE

Sigla Automobilistica

EAK (East Africa Kenya)

Periodi di Visita

I periodi migliori per andare in Kenya sono da dicembre a marzo e da luglio a ottobre, quando il clima è più sopportabile e confortevole per viaggiare. Da aprile a giugno e da ottobre a dicembre si possono scatenare piogge torrenziali e inondazioni, rendendo quindi le strade non asfaltate quasi impraticabili. Il periodo migliore per vedere la migrazione annuale tra il Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania e la Riserva Nazionale Masai Mara in Kenya, è tra luglio-ottobre e dicembre-febbraio, periodi che comunque possono variare di anno in anno.
Per quanto riguarda il clima in generale consultate la sezione “Clima del Kenya”. Per i bollettini meteo in tempo reale, vento, maree e previsioni del tempo di Malindi e tutte le stazioni meteo consultare il sito “Windfinder”.
 

Trasporti

In auto:  
In Kenya le strade asfaltate sono generalmente buone, ma alcuni tratti sono a rischio. Nella stagione piovosa si circola quasi esclusivamente con veicoli a quattro ruote motrici. La guida è all'inglese (sul lato sinistro della strada), ma per lo più le auto hanno il cambio automatico, il che è molto comodo. Per guidare serve la patente internazionale anche se, sinceramente, non è indispensabile; la patente di altri Paesi è accettata con una traduzione in inglese, ma anche questa traduzione non è vincolante. I controlli sono limitati, ma se vi fermano e vi chiedono esplicitamente una mancetta, dategliela senza fare obiezioni, è scocciante ma purtroppo funziona così, eviterete noie ben maggiori. Una multa è invece prevista per infrazioni gravi come non rispettare i limiti di velocità, transitare col semaforo rosso, non allacciare le cinture di sicurezza, etc.
Il noleggio di auto costa circa 25 Euro al giorno, anche fino a 50 Euro per quelle a quattro ruote motrici. Raccomando, al rilascio del mezzo, di controllare che sia assicurato e di farsi consegnare una ricevuta dove siano indicati i dati della vettura ed il relativo periodo di noleggio.
Fate attenzione: le strade sono tutte difficili e non tutte hanno indicazioni, c'è quindi anche il rischio di perdersi.
Fate attenzione alla carenza del carburante. Meglio portarsi una tanica di carburante di scorta.
Il Kenya ha una buona rete di trasporto con l'autobus (matatu), minibus e taxi collettivi, ma non molto sicuri in quanto si verificano regolarmente incidenti, ciò vale anche per i classici tuk-tuk (Ape Car) che si usano quotidianamente per gli spostamenti in città.

In treno:  

È un'opzione di movimento nel Kenya solo per i più avventurosi ed io la sconsiglio vivamente, a meno che non abbiate fatto precedenti esperienze. Può capitare di dover prenotare i biglietti con due-tre giorni di anticipo.

In aereo: 

Si possono coprire grandi distanze ed il viaggio è abbastanza sicuro. La compagnia nazionale Kenya Airways collega le grandi città ed altre piccole località.  

Maggiori informazioni sulla guida in Kenya

La guida a sinistra (non dimenticare la guida è a sinistra) comporta un livello di attenzione altissimo e una manualità diversa dovuta al cambio e al volante dalla parte opposta. Questo piccolo dettaglio non deve però inibire l’avventura automobilistica su strade e sterrati kenioti perché guidare in Kenya è una esperienza che comunque, al di la di tutto, è meglio evitare.

 

Prima di mettersi alla guida tuttavia, è necessario sapere:

- Nel corso dei primi tre mesi di soggiorno, nella zona Malindi-Watamu e dintorni, si può guidare con la patente di altri paesi.

A Mombasa, Nairobi e nel resto del paese è opportuno invece guidare con la patente internazionale.

- Non esiste segnaletica stradale.

Gli autisti locali sono spericolati, imprudenti e incuranti delle norme stradali per cui:

- Non aspettarsi mai di ricevere la precedenza.

- Il lampeggiare della macchina proveniente in senso opposto non significa "ti cedo il passo", ma sto arrivando, stai fermo e fammi passare.

- Fronde di rami intorno a veicoli fermi segnalano guasto/veicolo in panne. Il corrispettivo del nostro triangolo.

- Dossi o ‘bumps’ ovunque. Servono per rallentare la velocità delle auto, ma non sono mai segnalati da luci, quindi pericolosi se presi a velocità elevata soprattutto di notte.

 

 Attenzione a:

- Tenere finestrini e portiere rigorosamente chiusi e bloccati, la velocità con la quale mani esperte portano via cellulari, borse, orologi da polso è quasi una leggenda.

- "Rinforzi" ai finestrini permettono di lasciarli aperti quando fa molto caldo.

- Circolare nelle zone commerciali durante i giorni feriali e domeniche: con negozi chiusi e poco traffico le bande di malintenzionati si muovono più liberamente. Una delle attività preferite dei ragazzi di strada è prendere a sassate le macchine.

- Olio lanciato sulle ruote porta a credere ad un guasto: il conducente scende dall'auto ed ecco materializzarsi un meccanico pronto ad intervenire: tempo e soldi persi.

- Lancio di uova sul parabrezza: l’istintivo azionamento del tergicristallo crea una poltiglia pastosa che copre il vetro e induce a fermarsi.

Mai e poi mai fermarsi, anche se le tecniche per indurre a farlo sono tra le più estrose:

- Richieste di aiuto vario dovute anche a (finti) incidenti.

- Animali morti, sistemati di proposito in mezzo alla strada, inducono a fermarsi credendo di essere responsabili del loro investimento.

- I malintenzionati sono spesso d’accordo con le corrotte forze di polizia. Diffidare delle pattuglie che spuntano improvvisamente, quasi per miracolo.

 È consigliato:

- Parcheggiare nei centri commerciali: si evitano noie e truffe dei parcheggiatori improvvisati.

- Lasciare almeno 1-1,5 metri di distanza non solo tra una macchina e l’altra, ma anche dai cancelli dove si vuole entrare. Questo per avere modo di scappare in caso di pericolo.

- Avere sempre il pieno di benzina per non rimanere a piedi! Spesso i benzinai rimangono "vuoti" ed aspettano il rifornimento che può arrivare, specie fuori città, anche dopo qualche giorno.

Fuso Orario Kenya

Tre ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich. +2h rispetto all'Italia; +1h quando in Italia vige l'ora legale. Ricordatevi che la definizione del tempo in swahili è sfasata di 6 ore rispetto alla nostra: mezzogiorno e mezzanotte sono le 6 ('saa sitta'); le 7 e le 19 sono l'una ('saa moja'). Non dovete far altro che aggiungere o sottrarre sei ore all'ora che vi viene indicata e si spera che, dal contesto, capiate se vi stanno parlando delle ore del mattino o del pomeriggio! Non vi succederà spesso se non parlate swahili, ma è meglio saperlo.

Elettricità

220/240V - Prese elettriche generalmente di tipo inglese. Gli adattatori per spine elettriche tipo G (britannica a tre poli con tre lamelle piatte disposte a triangolo) sono reperibili nei negozi del settore.

Pesi e Misure

Sistema metrico decimale. 

Religione

L'appartenenza religiosa è così composta: presbiteriani, altri protestanti e quaccheri 45%, cattolici e ortodossi 35%, musulmani 11%, religioni tradizionali 9%. Altri includono induismo, animismo, sikhismo, jainismo e il credo di bahá'í. Il Kenya contiene il più grande gruppo di quaccheri in una singola nazione.

Lingua

Inglese (92%), Kiswahili (8%), Sheng (slang urbano). L'Inglese e il Kiswahili sono considerate lingue ufficiali dell'Assemblea Nazionali e tutti gli atti possono essere scritti in una o entrambe queste lingue. In alcuni centri della costa è diffuso l'italiano (Malindi, Watamu, etc.)

Gruppi etnici

Kikuyu 22%, Luhya 14%, Luo 13%, Kalenjin 12%, Kamba 11%, Kisii 6%, Meru 6%, altri Africani 15%, non-Africani (Asiatici, Europei, e Arabi) 1%.

Telecomunicazioni

Prefisso per l'Italia: 0039 telefonia fissa, oppure +39 telefonia mobile
Prefisso dall'Italia
: 00254 telefonia fissa, oppure +254 telefonia mobile
Telefonia:
nel Paese è diffusa la rete di telefonia cellulare GSM che fornisce servizi di collegamento Internet senza fili anche a tecnologia 3G. Esistono quattro operatori di telefonia mobile: Safaricom, Airtel, Orange, YU. In molti centri è in sviluppo la rete ADSL.

Sicurezza

Si consiglia di evitare di uscire durante le ore notturne e di non ostentare gioielli e grandi somme di denaro. Si consiglia di evitare le zone al confine con la Somalia e con l'Etiopia, la regione del Lago Turkana, la zona Trans-Nzoia, la zona Isiolo e Marsabit.

 

Si raccomanda la massima attenzione per i viaggiatori che vogliano recarsi in particolare nella zona costiera (Mombasa, Malindi, Lamu). Evitare, per quanto possibile, i luoghi di affollamento turistico più conosciuti (discoteche e ristoranti).

 

Aggressioni e criminalità: in generale, i turisti sono maggiormente implicati nei problemi di furti che in quelli di aggressioni. Ecco perché si raccomanda di lasciare gli oggetti preziosi nelle casseforti (le camere degli hotel ne sono generalmente provviste), di essere molto vigili nei luoghi pubblici e negli aeroporti, e di evitare i quartieri e le spiagge deserti o le strade non illuminate la notte, specialmente a Nairobi (soprattutto il quartiere di Eastleigh), Kisumu e Mombasa. Attenzione agli individui che si spacciano per studenti di italiano, poliziotti, impiegati di hotel o rappresentanti del governo perché alcuni di loro potrebbero essere dei truffatori (chiedere un documento professionale).

 

Il pericolo animale: nelle riserve, il pericolo che rappresenta la fauna selvaggia resta limitato perché i visitatori "dovrebbero", e ripeto dovrebbero, farsi accompagnati da professionisti e non da ciarlatani qualsiasi che si trovano nella maggior parte delle agenzie.

Sulla costa la barriera corallina, dove esiste, "dovrebbe" protegge i bagnanti dall'attacco di eventuali squali. In compenso, si consiglia di portare scarpe leggere per proteggersi, nei coralli, dagli "stone fish" (pesci-pietra) e dai "dragon fish" (pesci-drago), le cui punture velenose possono essere mortali.

Per ottenere informazioni turistiche aggiornate, sullo stato delle strade e per un eventuale aiuto in caso d'urgenza, la Federazione keniota del turismo dispone di un Centro di sicurezza e comunicazioni: Tel.: a Nairobi, 254-2-604767, o e-mail: safetour@africaonline.co.ke.

Città del Kenya

NAIROBI

MOMBASA

LAMU

KISUMU

Attività in Kenya

SAFARI

TREKKING

WINDSURF

 

 

NUMERI UTILI Tel. Tel. Tel.
AMBULANZA 999    
ST. PETER HOSPITAL MALINDI 042 2120086 0706 169125 0735 601304
MALINDI HOSPITAL 042 2120491 042 212040 020 2131261
AGA KHAN HOSPITAL MOMBASA 041 2227710 041 2227715 041 2313278
MOMBASA HOSPITAL 041 2312191 041 2316566  
PANDYA MEMORIAL HOSPITAL MOMBASA 041 23135778 041 2314140  
POLIZIA MALINDI 042 2120485    
VIGILI DEL FUOCO 0733 500990    
CONSOLATO ITALIANO MALINDI 042 2120502    
AMBASCIATA D'ITALIA NAIROBI 020 5137500 020 5137550 020 2247750
IMMIGRATION OFFICE MALINDI 042 212140 042 2130876  
SERVIZI VETERINARI DR. HARRY MWIMALI 0721 258198 0734 359351  
EMERGENZA MORSO SERPENTI 042 23 32303  0700 438326  
BIO-KEN SNAKE FARM WATAMU 042 23 32303  0718 290324  0729 403599
MALINDI AIRPORT 042 2131201  042 2131931  
MOI INTERNATIONAL AIRPORT MOMBASA 041 3434026 041 3434329 041 434020
AEROPORTO J.K. NAIROBI 020 827638    
       
AVVOCATO LUCY WANGARI MWANGI 0724 087268 0724 757279  

N.B.  Chiamando dall'estero anteporre il prefisso internazionale 00254 da telefono fisso o +254 da mobile togliendo lo 0 iniziale.

Mappa Ambasciata d'Italia a Nairobi
Mappa Ambasciata d'Italia a Nairobi

Ambasciata italiana e Consolati

Ambasciata d'Itaia a Nairobi        Ambasciatore: Signor Mauro Massoni

United Nation Crescent, Gigiri
PO Box 63389 - 00169 Muthaiga  -  Nairobi
Tel: +254 (0) 20 5137500, +254 (0) 20 5137550, +254 (0) 20 2247750,

+254 (0) 20 343144, +254 (0) 20 2247696, +254 (0) 20 2247755
Fax: +254 (0) 703 136286, +254 (0) 20 2247086

Emergenze: +254 (0) 20 5137500 (dal lunedì al venerdì 08.00-16.00)
Cellulare reperibilità: +254 (0) 722. 514327 
(tutti i giorni 16.00-21.00)

Unità di Crisi: +39 063 6225 (attivo 24 ore, tutti i giorni)
E-mail: ambasciata.nairobi@esteri.it ; segreteria.nairobi@esteri.it ; consolare.nairobi@esteri.it

 

Consolato Onorario di Mombasa       Console: Signor Fiorenzo Castellano
MSC Plaza,  off Moi Avenue 5°piano, Kililindi Rd
P.O. Box 80637 -  80100 MOMBASA
Tel: +254 (0) 41 2312626,  +254 (0) 41 2223446
Fax: +254 (0) 41 2311192
Cell: +254 (0) 733.631488

E-mail: mombasa.onorario@esteri.it - castellano@oceanfreight.co.ke

Consolato Onorario di Malindi        Console: Signor Ivan Del Prete (dal 18/03/2016)
Sabaki Centre, Lamu Road
P.O. Box 1614 - 80200 MALINDI
Tel: +254
 (0) 4221 20502,  +254 (0) 4221 20740

Emergenze: +254 (0) 722.264835

Fax: +254 (0) 4221 31170

Cell: +254 (0) 722.825392

E-mail: malindi.onorario@esteri.it, eltome@swiftmalindi.com, eltome11@yahoo.it

 

Corrispondente Consolare a Kilifi
Signor Martino Lai
Cell:  
+254 (0) 722.426781     

Corrispondente Consolare a Watamu
Signor Marco Cavalli (dal 10/09/2016 sostituisce il Sig. Giovanni Parazzi)
Cell: 
 +254 (0) 733.910737 

E-mail: parazzi.g@gmail.com 
Corrispondente Consolare a Malindi
Signor Roberto Macrì
Cell:  
+254 (0) 722.825392

Referente Co.Mi.Tes. a Malindi
Signor Roberto Macrì
Cell: 
 +254 (0) 722.825392

 

N.B. Chiamando dall'estero non comporre lo (0) dopo il prefisso internazionale.

Ghepardo con i suoi cuccioli.
Ghepardo con i suoi cuccioli.