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Chi sono gli Al Shabaab


Al-Shabaab
Al-Shabaab

 

Sono la peste del “Corno d’Africa”.

Un gruppo di violenti guerriglieri somali, islamici fanatici, violentemente opposti al TFG (Governo Federale Transitorio della Somalia) e a tutto quello che è "occidentale", ovvero non islamico, e alleati di Al-Qaeda.

Il loro capo Ahmad Umar (Ahmed Omar, somalo: Axmed Cumar, arabo: أحمد عمر, noto anche come Abu Ubaidah), è l'emiro di Al-Shabaab.

È stato nominato nuovo leader del gruppo militante, il 6 settembre 2014, quando il suo predecessore Ahmed Abdi Godane (Mukhatar Abu Zubayr) fu ucciso da un drone statunitense il 1° settembre 2014 a sud della Somalia.

 

Dal 2006 formavano l'Unione dei Tribunali Islamici” (ICU) che “governavano” la Somalia prima di essere cacciati da Mogadiscio con l’intervento delle truppe etiopiche. Dal 2008 erano dichiarati terroristi dal Dipartimento di Stato USA.

Dopo lo smembramento del ICU si spargevano per il paese imponendo la loro interpretazione dell’Islam secondo la più stretta osservanza della Sharia Law (legge islamica) che tra l’altro impone la barba agli uomini, il taglio di parti del corpo, per chi sbaglia, vieta l’uso dei reggiseno alle donne, la televisione e radio, gli sports, il suono delle campane (cristiane) e il mangiare le frittelle “samosa” triangolari, simbolo della “Trinità Cristiana”.

L’obbiettivo principale del gruppo è quello di riconquistare tutte le terre storicamente “islamiche” ora in mano ai non credenti (cani infedeli) fino entro i confini della Russia, India e altre, imponendo la stretta osservanza della “Sharia Law” o legge di Maometto.

Cacciati da Mogadiscio si stabilivano nel sud del paese sui confini del Kenya, fomentando attacchi terroristici tra i quali quello di Kampala nel 2010.

Operano con le classiche tattiche della guerriglia, con imboscate, attacchi suicidi, bombe sui lati delle strade e obiettivi civili, evitano scontri a campo aperto, girano su camioncini Toyota armati di mitragliatrici e armi leggere, chiamati “technicals”.

I miliziani sono reclutati in tutto il mondo, inclusa l’America e il Kenya.

Chi arma e finanzia Al-Shabaab? Per le armi in prima linea c’è l’Eritrea che lo fa solamente per dare fastidio all'Etiopia, nemico atavico. Altri fondi provengono da qualche stato islamico del Medio Oriente. Si dice che gli introiti del gruppo totalizzino a circa $ 100 milioni annui, tramite “tasse” estorsioni, “jihad contributions” (contributi per la guerra santa) giustificati in termini religiosi, contrabbando di zucchero, principalmente col Kenya, che ammonterebbe a 10 mila sacchi la settimana, esportazioni di carbonella, pesca, rimesse dalla diaspora e dalla pirateria. I porti di Kisimayo, Marka e Baraawe provvedono la maggior parte delle entrate.

La “prova del fuoco”. È l’ultima invenzione degli Al-Shabaab per far provare fedeltà alla loro causa da parte di gente che sospettano di avere parenti o conoscenti al servizio del governo (TFG) La prova consiste di prendere dal fuoco un pezzo di carbonella ardente e tenerlo in mano per qualche secondo. L’operazione è condotta di sera quando le famiglie sono intorno ai focolari. Nel villaggio di Eeladde, gli Al-Shabaab hanno decapitato l’ufficiale distrettuale locale, sorpreso a distribuire aiuti “cristiani” della Croce Rossa. A Marca, hanno fucilato tre “spie” accusate di esser agenti della CIA americana. Erano forzati ad attendere all'esecuzione gran numero d’abitanti per sentire i discorsi del “giudice” che spiegava le ragioni della condanna. Nella cittadina di Aguelhok – di fronte a circa 200 persone – gli Al-Shabaab hanno lapidato a morte una coppia di conviventi “more uxorio” ovvero non sposati, che avevano già avuto due figli, il più piccolo di soli sei mesi.

 

Lo sceicco Hassan Abdullah Hersi al-Turki
Lo sceicco Hassan Abdullah Hersi al-Turki

 

Al-al-Islamiya Itihaad

 

Al-al-Islamiya Itihaad o AIAI (in arabo: الاتحاد الإسلامي L'Unione islamica) è un gruppo islamista militante in Somalia oggi scomparso, che è stato aggiunto alla lista americana delle organizzazioni terroristiche il 24 settembre 2001. È stato anche elencato come gruppo terroristico nell'ottobre 2005 dal Regno Unito. 

Nei primi anni 1990, la Somalia è caduta in disordini dopo il crollo del regime di Siad Barre, Osama bin Laden ha approfittato del caos per finanziare al-Itihaad, dopo l'invio di militanti stranieri che si sono formati e hanno combattuto a fianco di membri di al-Itihaad, con l'obiettivo della creazione di uno stato islamico nel Corno d'Africa.

AIAI era attivo anche nella creazione dei tribunali della sharia. Nonostante la sua associazione con al-Qaeda, alcuni analisti ci mettono in guardia contro una superficiale generalizzazione, notando che al-Itihaad aveva elementi di un vero e proprio movimento sociale e che i personaggi delle sub-fazioni in tutto il paese sostanzialmente differivano l'una dall'altra.

Nel 1994, al-Itihaad si era stabilita nella regione somala dell'Etiopia. Secondo un rapporto del Pronto Soccorso per l'Etiopia del UNDP, l'Al-Ittihad erano più attivi nella zona tra Gabredarre, Danan, Kelafo e Degehabur. Alcuni elementi sono stati segnalati per essere attivi nei pressi di Danot, Nusdariiq e Adow. Anche se hanno avuto sostegno dai nazionalisti dell'Ogadēn (regione dell'Etiopia storicamente nota anche come Somalia Abissina), le loro attività non sono state tollerate dai clan Isaaq e Dhulbahante.

La al-Itihaad inviò una delegazione alla Conferenza di pace e unità della nazione somala, che si tenne nel febbraio 1995 a Kebri Dehar. La delegazione fece promesse che avrebbero causato la disgregazione dell’organizzazione stessa come forza politica e militare all'interno dell'Ogadēn. Nonostante questa promessa al-Ittihad ha continuato a impegnarsi in azioni violente anche dopo questo congresso. Uno fu il tentato assassinio dell'allora Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni, Abdul Majid Hussein nel 1996. Un altro fu nel marzo dello stesso anno, quando fecero irruzione nelle aree della zona Jigjiga controllate dal clan Abskuul , a quanto pare in collaborazione con i membri insoddisfatti di questo clan. Le forze di sicurezza locali affermarono di aver eliminato infiltrati al-Itihaad dalla Zona Jigjiga, e i rimanenti sconfitti si ritirarono nelle zone di confine contese tra la Somalia e le regioni dei Galla (Oromo), che sono servite loro come un rifugio, così come per i gruppi ribelli fondamentalisti Oromo.

Finanziato da ricchi sauditi , al-Itihaad aveva connessioni estese con la comunità espatriata somala in Kenya, in particolare il quartiere di Eastleigh di Nairobi (un sobborgo che si trova a est del quartiere centrale degli affari, prevalentemente abitato da somali immigrati e descritto come la "Piccola Mogadiscio", così come "un paese all'interno di un paese con la propria economia" a causa del suo settore di business solido) e le regioni costiere a maggioranza musulmana. Al suo apice, la milizia AIAI contava più di 1000 uomini. Secondo i funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti, al-Itihaad ha collaborato con gli agenti di al-Qaeda che hanno effettuato gli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998 a Nairobi e Dar es Salaam che hanno ucciso 224 persone.

Il 7-8 marzo 1999, l'Etiopia ha sostenuto di aver fatto un'incursione transfrontaliera in Ballanballe nella provincia di Galgadud, Somalia centrale, alla ricerca di membri della AIAI che avevano rapito una persona e rubato forniture mediche, smentendo invece le notizie di saccheggi. Accuse, a quel tempo, sostenevano anche che l'Etiopia era il fornitore di vari signori della guerra somali, mentre l'Eritrea stava armando altri signori della guerra.

Nel giugno 2004, lo sceicco Hassan Abdullah Hersi al-Turki, che era diventato il leader dell'organizzazione e capo militare nell'Unione delle Corti Islamiche, fu accusato per i suoi collegamenti con Osama bin Laden, furono infatti segnalate unità operative di al-Qaeda che usavano la base AIAI sull'isola di Ras Kiyemboni (Ras Kamboni, somalo: Raas kaambooni), a sud di Kismayu, vicino al confine con il Kenya. Altre fonti indicarono che al-Qaeda aveva formato un campo di addestramento in Kiyemboni, mentre al-Itihaad aveva istituito un proprio campo di addestramento a Las Quoay vicino al porto a nord est di Boosaaso (Bosaso, che è il secondo scalo portuale somalo dopo Mogadiscio). All'indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001, questi campi sono stati smantellati e le centinaia di militanti addestrati hanno lavorato per la sicurezza delle aree tribali nello Yemen.

Poco dopo al-Itihaad venne dichiarato dissolto come organizzazione.

Lo sceicco Hassan Dahir Aweys continuò ad essere uno dei leader più radicali del Consiglio dell' Unione delle Corti Islamiche in Somalia (ICU), promosse la shari'a e prese il controllo di Mogadiscio, nel giugno 2006, dopo diversi mesi di combattimenti. Anche se la BBC ha dichiarato che lui era il "vero potere" dell'organizzazione,  Aweys si dimise il 28 dicembre 2006, alla fine del dominio ICU a Mogadiscio.

Hassan Al-Turki ha continuato a condurre Hizbul Shabaab, l'ala del Movimento Giovanile ICU, prima di cedere l'organizzazione a Aden Hashi Farah "Eyrow" (Aden Hashi Farah Ayro, morto 1 Maggio 2008, comandante militare della Hizbul Shabaab, il braccio armato somalo Unione delle Corti Islamiche (ICU), più comunemente noto come Al -Shabaab, un  gruppo terrorista jihadista con basi in Somalia che nel 2012 ha giurato fedeltà ai militanti islamici dell'organizzazione di Al-Qaeda).

 

Nel 1997, alcuni studenti del Garissa University College a Garissa in Kenya, che era stato aperto solo un anno prima, sono stati scoperti ad iscriversi all’oggi defunto Al Ittihad Al Islam (AIAI). Il gruppo è stato poi attivo nella regione di Gedo in Somalia ma aveva cellule in alcune città della regione nord-orientale. Numerosi religiosi musulmani a Garissa, Mandera e Wajir sono stati reclutati per AIAI e all'inizio del 1997, il comitato di sicurezza allora provinciale di Garissa ha riferito che circa 300 giovani del posto erano stati assunti per combattere per la milizia nella regione di Ogaden in Etiopia e anche nella città di Dolo in Somalia. AIAI, che propose l'Islam radicale ed il pan-nazionalismo somalo, è stato separato da Gedo da un'invasione etiopica nel 1996 e 1997, ma il gruppo ha mantenuto la sua rete, militare e la base economica, in Somalia meridionale e nord-orientale. Il gruppo si è poi trasformato in Unione delle Corti Islamiche (ICU), che è stato cacciato da Mogadiscio in una seconda invasione etiope della Somalia nel dicembre 2006.

Nonostante l'invasione militare, gruppi militanti hanno conservato influenza ideologica in alcune parti del Nord-Est attraverso un seguito di seguaci, studenti e organizzazioni non governative, tra cui alcuni sospettati di aver partecipato all'attacco del 7 agosto 1998 alle ambasciate americane a Nairobi e Dar es Salaam, che sono stati attribuiti ad al-Qaeda. Nel 2007, i resti dell'Unione delle Corti Islamiche si sono trasformate in Al-Shabaab, accentrate intorno alla figura di Aden Aden Hashi Farah Ayro (somalo: Aaden Xaashi Faarax Ceyroow), morto il 1 Maggio 2008 durante un raid aereo statunitense. L'attacco di giovedì 2 aprile 2015 in Garissa è il secondo incidente terroristico più devastante della città negli ultimi anni dopo l'assalto del 31 Giugno 2012 a una chiesa cristiana in cui 15 fedeli e un musulmano (un poliziotto di guardia) sono stati uccisi.

 

Militanti di Al-Shabaab
Militanti di Al-Shabaab

 

Al-Shabaab 

 

Al-Shabaab in lingua somala (in italiano "i Giovani", parola originata dall'arabo al-Shabāb, La Gioventù), anche noto come ash-Shabaab, Hizbul Shabaab (dall'arabo Ḥizb al-Shabāb, Partito della Gioventù), e «Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni» (MRP), indica un gruppo insurrezionale islamista attivo in Somalia.

 

Il gruppo si è sviluppato a seguito della sconfitta dell'Unione delle Corti Islamiche (UCI) ad opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, in primo luogo i militari dell'Etiopia, durante la guerra civile in Somalia. È la cellula somala di al-Qāʿida, formalmente riconosciuta nel 2012. Da numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali è considerata un'organizzazione terroristica. Nel giugno 2012 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha posto taglie su numerosi capi del gruppo.

Questa formazione islamista è presente nelle regioni del sud della Somalia e mantiene vari campi di addestramento nei pressi di Chisimaio. Alcuni finanziamenti per Al-Shabaab provengono dalle attività dei pirati somali.

La forza delle truppe di Al-Shabaab è stata stimata in 7.000 a 9.000 militanti nel 2014. A partire dal 2015, il gruppo si è ritirato dalle principali città, controllando alcune zone rurali. 

 

Pubblicata il 27.02.2014 su Twitter. Responsabili, secondo la descrizione, sono "Jabhat al-Nusra, Ahrar al-Sham e al-Ittihad al-Islami". Strano è che la brigata Ittihad al-Islami si è formata negli anni '80 in Somalia e ora è anche operante in Siria a fia
Soldato e sostenitore del governo decapitato in Siria.

 

Stato Islamico dell'Iraq e della Siria

 

Stato Islamico dell'Iraq e della Siria (abbreviato ISIS) oppure Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (abbreviato ISIL).

Le origini del gruppo risalgono ad al-Qāʿida in Iraq (2004-2006), poi rinominata Stato Islamico dell’Iraq (2006-2013), fondata da Abu Mus'ab al-Zarqawi nel 2004 per combattere l’occupazione americana dell’Iraq e il governo iracheno sciita sostenuto dagli USA dopo il rovesciamento di Saddam Hussein. A partire dal 2012, lo Stato Islamico dell’Iraq è intervenuto nella guerra civile siriana contro il governo di Baššār al-Asad, e nel 2013, avendo conquistato una parte del territorio siriano (con capitale Raqqa), ha cambiato nome in Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS). Nel 2014 l’ISIS ha espanso il proprio controllo in territorio iracheno (con la presa di Mossul in giugno), proclamando la nascita del "califfato" il 29 giugno 2014. Le rapide conquiste territoriali dell’ISIS hanno finito per attirare la preoccupazione della comunità internazionale, spingendo gli USA e altri Stati occidentali e arabi ad intervenire militarmente contro l’ISIS con bombardamenti aerei in Iraq da agosto 2014 e in Siria da settembre 2014.

Dapprima alleato di al-Qāʿida, rappresentata in Siria dal fronte al-Nusra, l’ISIS se ne è definitivamente distaccato nel febbraio 2014, diventandone il principale concorrente per il primato nel jihad globale. Così, a partire da ottobre 2014, altri gruppi jihadisti esterni all’Iraq e alla Siria hanno dichiarato la loro affiliazione all’ISIS, assumendo il nome di “province” (wilāya) dello Stato Islamico: tra queste, si sono particolarmente distinte per le loro attività la provincia del Sinai, attiva nella regione egiziana del Sinai, e le Province libiche di Barqa e Tripoli, che, nel contesto dellaseconda guerra civile libica, controllano la città di Derna e parte della città di Sirte in Libia.

L'ONU e alcuni singoli Stati hanno esplicitamente fatto riferimento allo Stato Islamico come a un'organizzazione terroristica, così come i mezzi d'informazione in tutto il mondo.

Il campo profughi di Dabaab in Kenya.
Il campo profughi di Dabaab in Kenya.

 

Il campo profughi di Dabaab

 

 16/11/2016

RINVIATA LA CHIUSURA DEL CAMPO PROFUGHI DI DADAAB

Con una comunicazione del Ministro degli Interni e della Sicurezza Nazionale Joseph Nkaissery il Governo keniota ha deciso di postporre la chiusura del più grande campo profughi del Continente Africano. Per altri sei mesi sicuramente il campo sarà ancora attivo e gli oltre duecentomila profughi non saranno rimpatriati.

 

 01/06/2016

E’ UFFICIALE: IL CAMPO PROFUGHI DI DADAAB IN KENYA CHIUDERA’ A NOVEMBRE

A nulla sono serviti i tentativi di mediazione della Chiesa e delle Nazioni Unite: il Kenya ha deciso di chiudere a novembre Dadaab, il campo per rifugiati più grande al mondo: lo ha annunciato ieri il Ministro degli Interni, Joseph Nkaisserry, dopo che la questione era stata portata in Parlamento, dove a maggioranza si era votato per questa risoluzione.

Inaugurato nel 1991 nei pressi del confine con la Somalia, un Paese ostaggio di un conflitto armato e di violenze pressoché continue da oltre 20 anni, il campo ospita oltre 300.000 profughi. Secondo Nkaissery, il governo di Nairobi metterà a disposizione per i rimpatri almeno dieci milioni di dollari. I trasferimenti saranno gestiti “con umanità” ha aggiunto il ministro, provando a rispondere alle critiche sollevate sia dalle Nazioni Unite che dalle NGO impegnate nell'assistenza umanitaria. 

 

12/04/2015 09:29 CET

Il Kenya ha dato tre mesi di tempo alle Nazioni Unite per trasferire il campo profughi di Hagadera a Dadaab, a 100 km dal confine con la Somalia, all’interno dei confini della Somalia. “Altrimenti lo faremo noi”, ha minacciato il vicepresidente keniota William Ruto.

Dabaab è il più grande campo profughi del mondo. Si tratterebbe di spostare oltre 600 mila profughi somali – in gran parte donne e bambini – come misura di sicurezza dopo il massacro dell’università di Garissa. Uno sforzo logistico colossale, considerato anche che per la maggior parte di queste persone questa ormai è casa loro. Ma secondo le autorità keniote il campo serve da rifugio e da base di reclutamento agli islamisti di al Shabaab, che hanno rivendicato l’assalto al campus in cui quasi 150 studenti sono stati sterminati lo scorso 2 aprile.

Ruto ha detto che l’attacco di Garissa ha cambiato il Kenya come l’11 settembre ha cambiato l’America, e ha annunciato la costruzione di un muro lungo 700 chilometri lungo la frontiera con la Somalia per impedire agli estremisti di penetrare in territorio kenyano. Solo l’ultima di una serie di misure antiterrorismo decise dalle autorità, mentre in tutto il paese si celebrano i funerali degli studenti vittime degli estremisti.

Al Shabaab ha ucciso più di 400 persone in Kenya negli ultimi due anni.