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Frutta del Kenya


Frutta del Kenya
Frutta del Kenya

È inutile negarlo, la frutta del Kenya (Swahili: Matunda) rappresenta uno dei grandi piaceri di questa terra. Non è facile infatti trovare in natura delizie del palato che siano anche benefiche per il nostro corpo e per l'organismo.

Ovviamente come tutte le cose che fanno bene, bisogna farne un uso consapevole e trovare quelle giuste per ognuno, che abbinino il piacere del gusto e del profumo, alla digeribilità (che varia da stomaco a stomaco) e alle esigenze, tollerabilità o meno.

Ecco una guida alle dolci meraviglie dell'equatore!

 

Ananas o ananasso (Ananas comosus)
Ananas o ananasso (Ananas comosus)

ANANAS

Lingua Swahili

Frutto: Nanasi (sing.) 

 Albero: Mnanasi (sing.) - Minanasi (plur.)

 

Frutto tipico della costa keniota, ma coltivato anche nella Rift Valley e intorno a Nairobi, l'Ananas (o ananasso, in italiano) appartiene alla famiglia delle bromeliacee.

È conosciuto soprattutto per la specie coltivata Ananas comosus.

Dolce, fresco e dissetante l’Ananas è uno dei frutti più amati.

Innanzitutto bisogna ricordare che l’ananas è composto per il circa il 90% da acqua, ricca di calcio, fosforo, potassio, vitamina A e C, zuccheri semplici ma con poche calorie, infatti ogni 100 grammi sono circa 40 calorie.

La cosa interessante è che la vitamina C resta stabile anche dopo la raccolta, perché il frutto la protegge dall'ossidazione con la sua scorza spessa e il suo alto tasso d’acidità. Infatti, come gli agrumi, l’ananas è un alimento alcalinizzante: riduce quindi il livello acido del nostro PH (causato spesso da alimentazione scorretta e sbilanciata), ripristinando l’equilibrio di acido basico e prevenendo le infiammazioni, prima causa di malattie.

L’ananas ha riconosciute proprietà digestive e regolarizza il sistema intestinale grazie alle fibre contenute e alla bromelina, la sostanza più importante contenuta soprattutto nel gambo, la parte dura interna che però spesso si scarta (proprio dal gambo viene estratta la bromelina che si trova in commercio utilizzata nella fitoterapia).

Oltre a favorire l’attività dell’intestino la bromelina ha anche proprietà antinfiammatorie per cui l’ananas si rivela utile in caso di stati influenzali (tosse, bronchite, raffreddori), cistiti ed emorroidi.

La presenza di vitamina C aiuta a rinforzare il sistema immunitario e combattere i radicali liberi con effetto anti-age.

Tutte le proprietà dell’ananas si riferiscono al frutto fresco, non cotto ad esempio in dolci o piatti più orientali come il pollo o il riso all'ananas. L’ananas va consumato freddo e per riconoscerne la freschezza bisogna osservare la tipica buccia a losanghe: se è troppo verde il frutto è acerbo, se invece è troppo scura (sul marrone) potrebbe essere troppo matura.

L’ananas espleta importanti azioni che mirano a tenere sotto controllo non solo i valori glicemici ma anche quelli relativi al colesterolo. Concentrazione minima di zuccheri e carboidrati rende il frutto adatto a chi soffre di diabete. Inoltre la ricca presenza di fibre in esso contenute riduce l’assorbimento del colesterolo nel sangue. Va poi ricordato che le fibre sono un valido alleato nei casi di stitichezza pertanto mangiare ananas quando si soffre di tali disturbi può essere risolutivo.

 

Avocado (Persea americana)
Avocado (Persea americana)

AVOCADO

Un'antica leggenda swahili racconta che prima dell'arrivo dei portoghesi, gli indigeni della costa keniota non mangiassero l'Avocado ma ne utilizzassero solamente l'olio, perché non lo consideravano né frutta né verdura. Quando i portoghesi decisero che poteva essere considerato sia l'uno sia l'altro e ne facevano succhi dolci, ma anche lo aggiungevano alle insalate di pomodori, l’avocado ebbe buona diffusione e oggi viene particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche.

Il suo utilizzo comune è comunque quello di condimento o salsa con lo scopo di rendere più saporiti i cibi. Viene anche consumato al naturale per contrastare l’invecchiamento e alcune malattie degenerative ed è utilizzato in molte ricette per il suo alto contenuto di Omega 3. L’avocado è considerato un frutto molto speciale. Non è solo ricco di acqua e di fibre. Contiene infatti moltissimi grassi insaturi, si va da una percentuale compresa tra il 10% e il 30%. Frutto molto calorico (100 gr di avocado sviluppano circa 160 calorie).

Una delle sue funzioni più note è quella di contrastare il colesterolo cattivo (LDL) e la formazione delle placche arteriosclerotiche. Il fatto che viene diminuita la quantità di colesterolo cattivo nel sangue, porta anche a prevenire l’ostruzione delle arterie e del cuore, problemi che portano a una serie di patologie molto gravi. Se da una parte quindi possiamo dire che l’avocado è uno dei frutti che meglio salvaguarda la salute del cuore, dall'altra sarebbe riduttivo delegargli quest’unico (importantissimo) compito. Ricco di vitamina A e D - Ha una potente azione antinfiammatoria, può essere acquistato ad esempio nel caso di irritazioni delle mucose gastriche.

 

Cocco (Cocos nucifera)
Cocco (Cocos nucifera)

COCCO

Lingua Swahili

Frutto: Nasi (sing.) 

Albero: Mnasi (sing.) - Minasi (plur.)

 

La noce di cocco è il frutto della palma di cocco, nome scientifico Cocos nucifera, una pianta appartenente alla famiglia delle Arecaceae e originaria dell’Indonesia, ma grazie alla capacità delle noci di cocco di galleggiare sull'acqua marina e di mantenere la capacità di germogliare dopo addirittura 110 giorni di immersione (periodo nel quale possono arrivare a percorrere fino a 5000 chilometri) si è diffusa naturalmente in molti luoghi del globo.

Le noci di cocco o le "drupe" (si chiamano drupe tutti i frutti carnosi indeiscenti con esocarpo sottile e membranoso, mesocarpo carnoso, succoso, ed endocarpo legnoso, contenenti un solo seme osseo), si sviluppano solitamente in cinque o sei mazzi, ciascuno dei quali contiene circa una dozzina di frutti. Sono protette da un guscio fibroso spesso dai 5 ai 15 cm sotto il quale troviamo delle coperture brunastre molto dure e sottili che devono essere rotte per raggiungere la polpa, che aderisce alle pareti interne.

La polpa contenuta all'interno è fibrosa, lattiginosa e ricca di un olio pregiato. Nei frutti ancora acerbi, la polpa è sostituita da un liquido bianco opalescente dolce e rinfrescante conosciuto come "acqua di cocco " una bevanda particolarmente dissetante e ricca di sali minerali.

L'acqua di cocco può essere considerata come un vero e proprio integratore naturale. Contiene infatti sali minerali come magnesio, potassio e calcio. I sali minerali agiscono in sinergia per mantenere l'organismo idratato durante l'attività fisica. Può essere dunque considerata come un'alternativa naturale alle bevande per gli sportivi e agli energy drink ricchi di coloranti e conservanti. È utile per coloro che praticano sport poiché previene i crampi muscolari. È considerata come una vera e propria panacea se assunta nella quantità di 40-50 millilitri al giorno. In generale, aiuta a migliorare i livelli di energia, stimolando la produzione di ormoni da parte della tiroide e stimolando il metabolismo. Questa bevanda ricavata dal cocco contiene numerosi enzimi bioattivi che il nostro organismo utilizza per la digestione degli alimenti. Bere acqua di cocco è un utile rimedio naturale per coloro che soffrono di problemi digestivi e di dolori addominali causati dalla cattiva digestione. L'acqua di cocco deve essere assunta con regolarità per ottenere gli effetti desiderati.

Dal cocco si ottengono anche il latte, una bevanda vegetale che possiamo affiancare al latte di riso o al latte di mandorle, e l'olio, che viene utilizzato come prodotto di bellezza ma anche come ingrediente per cucinare e condire. Per millenni l'olio di cocco è stato utilizzato come prodotto dietetico e cosmetico. Si tratta di un potente distruttore di ogni tipo di microbo: virus, batteri, protozoi (molti potenzialmente nocivi). L'olio di cocco è oltretutto un naturale apportatore di grasso di alta qualità, fondamentale per una salute ottimale dell'organismo.

Circa il 50 per cento del grasso contenuto nell'olio di cocco è acido laurico, elemento estremamente raro in natura. L'olio di cocco contiene acido laurico più di qualsiasi altra sostanza sulla Terra.

L'olio di cocco offre una lunghissima lista di benefici per la salute, se viene incluso nella dieta quotidiana. Oltre alle proprietà antimicrobiche, è utile per supportare la salute del cuore ed una corretta funzione tiroidea, rafforzare il sistema immunitario, mantenere la pelle sana e giovane. Ma l'olio di cocco ha anche un numero impressionante di altri usi, dalle applicazioni topiche di bellezza, ai trattamenti di primo soccorso, alla pulizia in generale.

L'olio di cocco può sostituire decine di prodotti di bellezza e cura del corpo. L'olio di cocco è anche noto per i suoi effetti benefici sui capelli. La maggior parte delle donne che ne fatto uso lo utilizzano come balsamo pre-shampoo. Basta massaggiare l'olio di cocco sui capelli asciutti e lasciare in posa per circa un'ora o più.

Miscelato al bicarbonato di sodio diventa un semplice, economico, ma efficace dentifricio. È anche un'ottima alternativa per chi desideri un dentifricio senza aggiunta di fluoro, ma non ha intenzione di spendere di più.

Oltre tutti gli utilizzi descritti finora, l'olio di cocco merita anche un posto nell'armadietto dei medicinali, sempre per via della sua attività antimicrobica e anti-virale. Ad esempio infezioni all'orecchio, infezioni fungine, punture d’insetti, herpes labiali.

Il cocco ha la capacità di regolare gli zuccheri nel sangue, di abbassare il colesterolo e di aiutare l'organismo a mantenere la corretta idratazione, in particolare se oltre alla polpa di cocco si consuma anche l'acqua di cocco. Il cocco è considerato un alimento benefico in particolare per via del suo contenuto di sali minerali. È un’importante fonte di potassio ma contiene anche altri minerali come magnesio, rame, fosforo, zinco e ferro. Contiene zuccheri naturali, fibre vegetali e amminoacidi. Si tratta anche di una fonte di alcune vitamine, con particolare riferimento alle vitamine del gruppo B, alla vitamina C, alla vitamina E e alla vitamina K.

Il consumo di cocco inoltre aiuta a migliorare la digestione, supporta il sistema immunitario, è utile nella difesa da virus e infezioni e contribuisce a regolare il metabolismo e a mantenere un peso del corpo corretto anche se bisogna ricordare che è un frutto molto nutriente, 100 grammi di polpa di cocco apportano 360 calorie.

Si ritiene anche che aumentando la capacità del nostro corpo di assimilare il calcio e il magnesio, supporti lo sviluppo di ossa e denti forti e sani.

 

Mango (Mangifera indica)
Mango (Mangifera indica)

MANGO

Lingua Swahili

Frutto: Embe (sing.) - Maembe (plur.) 

Albero: Mwembe (sing.) - Miembe (plur.)

 

Il Mango (nome scientifico Mangifera indica) è una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae. Originaria dell’India venne diffuso anche in Africa e in America latina grazie ai portoghesi.

Gli alberi di mango sono longevi e di grosse dimensioni, possono vivere fino a 300 anni superando abbondantemente i 30 m di altezza. Il mango è un sempreverde.

Il frutto è ovoidale, ha la polpa giallo/arancio, compatta, molto profumata e gustosa. La sua buccia può assumere diverse tonalità a seconda della specie: verde, giallo, rosso oppure un mix di questi colori. Il mango è composto per circa l’ 82 % da acqua, 1% di proteine, carboidrati, 1,6 % di fibre alimentari, zuccheri per il 12,6 % e lo 0,2 % di grassi. Gli zuccheri si dividono in fruttosio, glucosio e saccarosio mentre il colore del mango è dovuto soprattutto all'abbondanza di beta-carotene che rappresenta la maggior parte dei carotenoidi.

Questi i minerali: calcio, sodio, fosforo , ferro, magnesio, potassio, rame, manganese e zinco.

Discreta la presenza di vitamine, in particolare la vitamina A il cui fabbisogno giornaliero del nostro organismo sarebbe soddisfatto dal consumo di un mango intero.

Oltre alla vitamina A troviamo le vitamine B1, B2, B5, B6, B9, la vitamina K, C ed E. Anche gli aminoacidi sono ben rappresentati, quelli presenti in modo più abbondante sono l’arginina, la lisina, l'acido aspartico, la leucina e la serina. Grazie al suo alto contenuto di sostanze oligominerali il mango è un frutto con proprietà leggermente lassative e diuretiche; rappresenta quindi un alimento molto adatto per chi ha problemi di stitichezza e di ritenzione idrica. Con il mango è anche possibile curare tossi e raffreddori facendone bollire la sua buccia nell'acqua per berla una volta tiepida tre volte al giorno per una settimana. La buccia infatti è ricca di fitonutrienti, antiossidanti, carotenoidi e polifenoli.

Sempre grazie alle proprietà delle sostanze in esso contenute il mango rappresenta anche un ottimo ricostituente in caso di convalescenza o periodi di grande stress fisico.

La presenza di vitamina A e di flavonoidi come il beta-carotene apporta benefici alla vista ed alla pelle mentre il potassio, che presente in buona quantità, è un componente importante delle cellule e dei fluidi corporei e contribuisce al controllo del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Vi sono diversi studi che suggeriscono che l’aumento di consumo di cibi vegetali come il mango è in grado di ridurre l’obesità e i rischi di sviluppare l’asma.

Il suo valore calorico è basso, infatti ogni cento grammi di polpa abbiamo una resa calorica pari a 53 calorie.

Il mango acerbo viene spesso utilizzato cotto per la composizione di Chutney (salsa vegetale piccante e densa), sottaceti e contorni vari; maturo e a crudo è invece ottimo con peperonicino o salsa di soia.

Il mango acerbo conservato, oltre che in barattolo (sotto olio, sotto aceto, sotto spirito), si può trovare essiccato e polverizzato. Il mango è diffusamente impiegato nella produzione di succhi di frutta, nettare, aromi, gelati e sorbetti.

Ci sono moltissimi tipi di mango nel mondo. Solo in India se ne contano più di 400. Anche in Kenya ce ne sono diversi, i più facili da trovare sulle bancarelle dei mercati sono cinque.

Ngowe – raccolta Novembre – Marzo.

È il mango per eccellenza, quello che si trova comunemente al mercato o in ogni negozio di frutta. Dolce e succoso. Questa qualità è la più antica coltivata sulla costa, importata da Zanzibar.

Apple mango (mango mela) – stagione di raccolta da Dicembre a inizio Marzo.

Nasce proprio dalla costa del Kenya, più precisamente intorno all'area di Malindi. I frutti sono di medie e grandi dimensioni, quasi di forma rotonda e la buccia di colore rosso. Particolarmente dolce e succoso.

Boribo – stagione di raccolta Gennaio e Febbraio.

Albero coltivato esclusivamente nella zona di Malindi. Il frutto è un po’ più piccolo rispetto alle altre varietà, di colore verde oliva pallido. La polpa è succosa e di un forte e intenso sapore di mango.

Batawi e Dodo sono le altre due qualità del Kenya ed in particolare della zona di Malindi-Kilifi.

 

Papaia o Papaya (Carica papaya)
Papaia o Papaya (Carica papaya)

PAPAIA

Lingua Swahili

Frutto: Papayu (sing.)

Albero: Mpapayu (sing.)

 

In Kenya lo chiamano il frutto che protegge, ma le proprietà della papaia sono molte e non solo limitate alle sue proprietà emollienti e antiustioni sul corpo, o a quelle digestive, depuranti e lassative se la si gusta particolarmente la mattina.

La Papaia (o Papaya) nasce da una pianta originaria del sudamerica ma ormai largamente diffusa anche in Africa della famiglia delle Caricacee.

I frutti hanno una consistenza delicata e una forma oblunga e possono essere di color verde, giallo, arancio o rosa.

Possono pesare fino a 9 kg. La dimensione dei frutti diminuisce in funzione della età della pianta. Il sapore può variare da quello del melone all'albicocca, nei casi della pregiata papaia rossa tanzaniana.

Oltre a essere un frutto altamente vitaminico (contiene soprattutto vitamine A e C), la Papaya è anche una miniera di fibre e preziosi minerali. Tra questi ultimi spicca il contenuto di potassio, dalle funzioni drenanti e anti-astenia. Infine, grazie alla presenza di numerosi antiossidanti e della papaina, suo enzima "principe", la papaia svolge un'importante azione antinfiammatoria.

Ha ottime proprietà nutrizionali e funzionali. A caratterizzare il frutto e la polpa sono il contenuto di vitamine (vitamina C, vitamina E, precursori della vitamina A), di fibre e di altri enzimi particolarmente efficaci dalla potente azione coadiuvante della digestione (è somministrata come succedaneo dei succhi gastrici a coloro che soffrono di una carenza di efficacia di questi ultimi). La papaina infatti aiuta a digerire le proteine (soprattutto quelle della carne) "rompendole" e agevolando il lavoro di stomaco, fegato e intestino.

Grazie alle sue qualità nutrizionali, la Papaya aiuta anche ad alleggerire il lavoro del fegato e ad agevolare il transito intestinale. Non è un caso che la papaia sia uno tra i frutti adatti anche a chi soffre di gastrite o digestione difficoltosa.

Il consiglio è di mangiare il frutto prima del pasto per introdurre gli enzimi necessari alla successiva digestione. A livello intestinale, la papaia agisce anche da "pulitore" perché è in grado di prevenire eventuali proliferazioni batteriche. Risulta, quindi, molto utile dopo periodi di eccessi alimentari e dopo aver consumato pasti molto grassi e disordinati. La gradevolezza della polpa della papaia si addice alla preparazione di bevande e cocktail poco alcolici nei quali si ritrovano la dolcezza e la delicata fragranza del frutto.

La papaya non è solo un frutto delizioso da gustare, ma possiede spiccate proprietà benefiche per la nostra salute. Dolce e soffice come il burro, è composta principalmente da acqua, ma ha anche una buona quantità di carboidrati. Oltre alle già citate vitamine e agli enzimi, è ricca di acido folico, magnesio, potassio, rame, acido pantotenico e flavonoidi.

 

JackFruit (Artocarpus heterophyllus)
JackFruit (Artocarpus heterophyllus)

JACKFRUIT

In Kenya sono molti i frutti che, chi vive in Europa non ha avuto modo di vedere e ancor meno di assaggiare. Accanto ai più conosciuti, come mango ed ananas, ci sono anche strani frutti che non crederemmo nemmeno commestibili e invece hanno proprietà importanti.

È il caso dell’Artocarpus heterophyllus, meglio conosciuto da queste parti come Jackfruit, che secondo gli esperti di ecosistema e cambiamenti climatici potrebbe "salvare il pianeta".

L’artocarpus è una pianta tropicale della famiglia delle Moracee.

È coltivata per il suo frutto, il più grande esistente in natura tra quelli che crescono dagli alberi; in italiano viene chiamato giaca o catala.

Il frutto, delle dimensioni di un anguria si presenta con una buccia ruvida e spinosa, si trova appeso come se fosse una mela.

Ne esistono due tipi: quello morbido e quello compatto.

Il primo all'interno ha la consistenza del kaki e viene usato per fare dolci mentre il secondo, una volta aperto, presenta una parte fibrosa all'interno della quale sono “immersi” tanti piccoli similfrutti dalla buccia gialla, che a loro volta ospitano un singolo nocciolo.

La polpa del Jackfruit è lattiginosa e bianca, l’odore molto penetrante, che ricorda una cipolla molto matura all'apertura del frutto o la banana per le parti commestibili al suo interno.

Il frutto è una buona fonte di vitamina B1, vitamina B2 e potassio. Le popolazioni della costa usano la polpa cremosa come pappa per i bambini, perché ricce di fibre e anche di calcio, fosforo e ferro. Calcio e Fosforo hanno la principale funzione di partecipare alla formazione delle ossa e dei denti, della crescita normale e della trasmissione degli impulsi nervosi. Ha inoltre proprietà lassative, specialmente se ingerito in grande quantità. Cento grammi di jackfruit fresco (98 calorie) contengono: 1,9 g di proteine; 0,3 g di grassi; 25 g di carboidrati; Quando il Jackfruit non è maturo si può cucinare come un tubero di patata, bollito. La parte commestibile sono i piccoli cuori gialli contenuti nel frutto, che spesso si ritrovano in vendita separatamente. Una volta maturo, è ottimo per farne macedonie, torte o in abbinamento con il gelato.

Anche i numerosi grossi semi vengono utilizzati per essere cucinati in modo simile alle castagne.

Proprio per questo gli esperti stimano che, per la grandezza dei frutti e la sua resistenza ad ogni temperatura, in futuro in molti paesi potrebbe sostituire il grano e le altre farine e diventare un'importante fonte di sostentamento primario.

 

Guava (Psidium guajava)
Guava (Psidium guajava)

GUAVA

Lingua Swahili

Frutto: Pera (sing.) - Mapera (plur.)

Albero: Mpera (sing.) - Mipera (plur.)

 

Si trova facilmente anche in Kenya, il frutto di Guava.

La Psidium guajava è una pianta sempreverde di piccole dimensioni che offre frutti diversi nel colore a seconda delle varietà: la buccia può essere verdognola ma anche gialla o, più raramente, violetta; mentre la polpa, che il più delle volte è bianca, può essere anche rosata o violacea. La polpa ha una consistenza burrosa come la pera o il melone, mentre il sapore è aromatico, dolce ed esotico con sentori di pesca con toni di vaniglia e mentolo. I frutti possono essere consumati sia allo stato fresco che trasformati in succhi, nettari o confetture.

Più è morbido, più il guava è dolce.

Si consuma con la buccia o preferendo solo la polpa.

Quando lo si taglia in due, il guava somiglia in tutto e per tutto ad un pomodoro maturo; questa parentela estetica è confermata dalla quantità di flavonoidi, sostanze fortemente antiossidanti e fondamentali per la buona salute della pelle e delle mucose del corpo.

È inoltre molto ricco di vitamina C, specialmente nella buccia esterna, e di vitamina A, che sappiamo essere due nutrienti fondamentali per l'organismo: la vitamina C rinforza le difese immunitarie, mentre la A protegge dall'invecchiamento cellulare e dai radicali liberi.

Il guava è inoltre un'eccellente fonte di potassio, indispensabile per rinforzare i muscoli di chi fa attività sportiva ad alti livelli e per mantenere il sistema cardiocircolatorio efficiente: questo frutto è uno dei cibi più ricchi di questo elemento e ne fornisce una dose adeguata, non esponendolo al rischio della termosensibilità.

Tra i disturbi che cura e aiuta a prevenire, si annoverano la stitichezza (i semini della polpa stimolano la funzionalità intestinale) e tutti i problemi a livello della mucosa del colon, perché la mantiene efficiente essendo un buon lassativo naturale; inoltre rafforza il sistema immunitario e aiuta la produzione di collagene, indispensabile per la salute del sistema venoso e arterioso del nostro corpo.

In molti paesi viene venduta come cibo di strada con una spruzzata di peperoncino macinato, in Kenya vengono preparate marmellate gelatinose, chiamate "Guava jelly".

 

Passion o Frutto della passione (Passiflora Edulis)
Passion o Frutto della passione (Passiflora Edulis)

PASSION (Frutto della passione)

Il frutto della passione (Passion fruit in inglese) viene chiamato anche Maracuja ed è il frutto della Passiflora Edulis, pianta tropicale rampicante che appartiene alla famiglia delle Passifloraceae.

Si potrebbe pensare che il suo nome evochi proprietà afrodisiache, in realtà prende origine dai fiori della pianta, che ricorderebbero in qualche modo la crocefissione di Gesù Cristo. Invero, intorno al 1700, il nome è stato dato da missionari in Brasile come un aiuto didattico durante il tentativo di convertire gli indigeni al cristianesimo; il suo nome era flor Chagas das Cinco o "fiore delle cinque ferite" per illustrare la crocifissione di Cristo.

 

Esistono due varietà principali di passion, i cui frutti differiscono per dimensioni e per il colore della buccia che può essere di colore giallo o tendente al viola.

Se i frutti della passione al momento dell'acquisto hanno la buccia liscia e coriacea significa che non sono del tutto maturi e che la loro polpa è piuttosto acida. Quando sono maturi e quindi più dolci, questi frutti sono meno belli a vedersi e presentano una superficie piuttosto rugosa e spiegazzata, ma contengono una polpa più succosa e dolce.

Più che per il frutto in sé, il passion è noto per il succo ricavato dalla sua polpa, che aggiunto a cocktail o ad altre bevande ne caratterizza in modo inconfondibile gusto e sapore. Il frutto fresco oltre al consumo al naturale è utile alla preparazione di marmellate, creme, mousses, sorbetti, salse e dessert.

Abbondante, gelatinosa e profumatissima, la polpa del frutto della passione è composta principalmente da acqua e rappresenta una buona fonte di betacarotene e fibre alimentari; contiene inoltre una discreta quota di altri nutrienti, tra cui ferro, potassio, magnesio, zinco, selenio, vitamina A e Omega 6.

Il frutto della passione è particolarmente digeribile. È, inoltre, molto ricco di pectina, una fibra alimentare solubile, contenuta in grandi quantità anche in mele e pere, che favorisce la regolarità intestinale. Aiuta, quindi, a combattere la stipsi e a preservare il colon. Grazie alla sue caratteristiche è utile nella prevenzione della colite; può, inoltre, apportare qualche beneficio in chi soffre di gastrite. La pectina contenuta nel frutto della passione forma nello stomaco una sostanza simile alla gelatina che sazia e ritarda l’assorbimento dei carboidrati; ha, inoltre, un effetto benefico sulla metabolizzazione dei grassi e sull'accumulo del colesterolo.

È un frutto ricco di vitamine e utile a combattere la cellulite, in quanto aiuta a contrastare la ritenzione idrica.

 

Star Fruit o Carambola (Averrhoa carambola)
Star Fruit o Carambola (Averrhoa carambola)

STAR FRUIT (Carambola)

Lo Star Fruit, come viene chiamato nei paesi anglofoni come il Kenya, in Italia è poco conosciuto con il nome di Carambola, che deriva dalla sua pianta, l'Averrhoa Carambola.

D'altronde il nome della pianta stessa, originaria della penisola malese e appartenente alla famiglia delle Oxalidacee, deriva dalla forma del frutto, che ricorda una stella. I frutti maturi sono ovali, di colore giallo chiaro, con cinque lobi appuntiti che si dispongono in verticale lungo la superficie. Tagliando il frutto nel senso della larghezza, la forma di ogni fetta ricorda proprio una stella a cinque punte.

Nel Settecento, veniva importata in Europa per far bella mostra di sé nei banchetti dei nobili e dei Re, come decorazione.

Oggi invece si inizia ad apprezzare per le sue qualità incredibili. La carambola contiene un lunghissimo elenco di sostanze nutritive essenziali, antiossidanti e vitamine, ma allo stesso tempo è povera di zuccheri (100 grammi di polpa hanno solo 31 calorie).

La buccia cerosa fornisce una buona quantità di fibra alimentare. La fibra aiuta a prevenire l’assorbimento del colesterolo LDL.

Il frutto ha proprietà digestive, è molto astringente se immaturo. Potete riconoscere la sua maturazione dal colore, un deciso giallo-arancio. Lo Star Fruit ha trovato impiego nella medicina tradizionale per il trattamento di alcuni stati patologici, come cefalea, nausea, tosse, insonnia, ipertensione e diabete.

Per quanto riguarda le proprietà terapeutiche la carambola è ricca di vitamina C che ha potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie, oltre al potassio che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed è un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare e fibre che regolarizzano l’intestino.

È possibile utilizzare il frutto anche verde, spremuto nelle pietanze come un limone o a fette nelle insalate. Il gusto della carambola è un misto di diversi frutti, come limone, ananas, prugna.

Dal succo si distillano anche prelibati liquori e la polpa può essere trasformata in canditi.

 

Matomoko o Custard Apple (Annona reticulata)
Matomoko o Custard Apple (Annona reticulata)

CUSTARD APPLE

Lingua Swahili

Frutto: Tomoko (sing.) - Matomoko (plur.) 

Albero: Mtomoko (sing.) - Mitomoko (plur.)

 

Custard Apple, o Annona reticulata, è un arbusto legnoso subtropicale appartenente alla famiglia delle Annonaceae. È meglio conosciuto per i suoi frutti, chiamati "crema di mele", un nome comune che condivide con frutti di numerose altre specie dello stesso genere: A.cherimola e A. squamosa. Talvolta il frutto è chiamato wild-sweetsop (dolce selvatico), bull's-heart (cuore di toro) o ox-heart (cuore di bue). Il sapore del frutto è dolce e piacevole, ma meno popolare di quello della A. cherimola.

Potete trovarlo nei mercati locali, o vederlo piegare i rami della pianta su cui matura.

Non stiamo parlando della Graviola, Annona muricata, sebbene molto simile ed appartenente alla medesima famiglia.

L'albero raggiunge 8 metri (26 ft) a 10 metri (33 ft) di altezza con una corona irregolare aperta.

Le sottili foglie sono glabre, dritte e puntate al vertice (in alcune varietà rugose), 10 centimetri (3,9 pollici) a 20 centimetri (7,9 pollici) di lunghezza e 2 centimetri (0,79 in) a 7 centimetri (2,8 pollici) di larghezza.

I fiori giallo-verde sono generalmente in gruppi di tre o quattro 2 centimetri (0,79 in) a 3 cm (1,2 in) di diametro, con tre petali esterni lunghi e tre molto piccoli interni.

I frutti variano nella forma: a forma di cuore, a forma sferica, oblunga o irregolare. La dimensione variano da 7 cm (2,8 pollici) a 12 cm (4,7 in), a seconda della coltivazione. Quando è maturo, il frutto, dalla pelle grumosa, è marrone o giallastro, con riflessi rossi e un diverso grado di reticolazione a seconda della varietà. La polpa è succosa, molto aromatica e ricca di carboidrati, vitamina A e C.

I frutti sono altamente deperibili ed hanno un breve periodo di tempo dopo il raccolto, da qui la necessità di una corretta conservazione.

Il frutto può essere consumato a maturazione o utilizzato in gelati o dessert. La polpa del Tomoko maturo si consuma scavando con un cucchiaio. Il succo può anche essere diluito per fare una bevanda rinfrescante. In alcuni casi, il frutto è stato fermentato per produrre una bevanda alcolica. Rispetto ad altre annonaceae, la "crema di mele" è la più comune in Kenya. Custard Apple non ha ancora guadagnato molta popolarità, ma c'è la possibilità di espandere il suo uso e l'importanza.

Anche se le "mele crema" preferiscono climi umidi è possibile coltivarle in aree semi-aride.

L'albero inizia la fioritura nel terzo o quarto anno a seconda delle condizioni ambientali e si verifica una volta all'anno.

Studi di laboratorio finanziati dal governo degli Stati Uniti attraverso il National Cancer Institute e National Institute of Health e svolte dalla Purdue University dimostrano che un composto chimico della pianta uccide selettivamente le cellule cancerogene del polmone, della mammella, della prostata, del colon, del fegato, dell'ovaia, del collo dell'utero, della mammella, della vescica e cellule cancerogene della pelle., lasciando quelle sane illese.

 

Graviola o Guanàbana (Annona muricata)
Graviola o Guanàbana (Annona muricata)

GRAVIOLA

L'Annona muricata. Potrà sembrarvi ostica con i suoi aculei ed enorme (un singolo frutto può raggiungere 2 kg di peso), ma non solo è commestibile, ma è uno dei frutti più benefici che si trovino in natura.

Stiamo parlando della Graviola, conosciuta anche come Corossole o Guanàbana, molto comune all'equatore.

La sua buccia verde brillante (diventa un po' più spenta e scura quando il frutto è maturo) è sottile e presenta aculei non pericolosi.

La polpa è morbida, generalmente di colore bianco ed ha una consistenza carnosa, succosa e un sapore leggermente acido ma molto dolce, il frutto ospita al suo interno numerosi semi di colore nero che si rimuovono facilmente. Può essere tagliata a metà e gustato direttamente con un cucchiaino, oppure utilizzata per la preparazione di frullati.

In Kenya, dove abbonda, la chiamano "dawa tamu", che significa "dolce medicina".

La Graviola è un frutto ipocalorico, ricco di vitamine del gruppo B e C, ferro, magnesio, potassio, proteine e amminoacidi. A queste si aggiungono altri elementi dalle indicazioni particolarmente terapeutiche : le acetogenine dalle qualità antitumorali, l’acido Y-amminobutirrico (GABA) per l’ansia, le cumarine contro i batteri e molto altro ancora.

Proprio per queste qualità, il frutto – ma anche la pianta e le foglie, dove questi elementi si rilevano in misura maggiore – è da secoli utilizzato come rimedio naturale per la cura delle più comuni patologie, dalle infezioni alla pressione alta (l’assunzione del frutto porta a un calo naturale delle pressione sanguigna, quindi il ricorso può essere indicato per chi soffre di ipertensione). L'assunzione di Graviola viene inoltre consigliata per la cura dei vermi intestinali, in caso di stress e di problemi nervosi, per eliminare i pidocchi, oltre che per tonificare e rafforzare il cuore.

 

Tamarindo (Tamarindus Indica)
Tamarindo (Tamarindus Indica)

TAMARINDO

Lingua Swahili

Frutto: Ukwaju (sing.)

Albero: Mkwaju (sing.) - Mikwaju (plur.)

 

Il Kenya è sempre più l'ambiente ideale del tamarindo, presente nella costa swahili da quando fu portato e piantato dall'India, mille anni fa.

Il Tamarindus Indica è un sempreverde maestoso, di lunga vita, appartenente alla famiglia delle leguminose. La pianta del tamarindo e le sue proprietà erano già note nell'antichità dove se ne trovano traccia presso le popolazioni arabe che lo chiamarono Tamara Hindi (dattero indiano). L'albero produce come frutta-legumi marroni, che contengono polpa e semi duri.

I legumi sono lunghi generalmente 10–15 cm, leggermente incurvati, e contengono fino a una dozzina di semi. La polpa dei frutti acerbi è molto aspra ed è quindi adatta a piatti di portata, mentre i frutti maturi sono più dolci e possono essere usati come dessert o per preparare bevande.

La polpa è usata anche come spezia tanto nella cucina asiatica quanto in quella africana, ed è un importante ingrediente della salsa Worchester.

Polpa, foglie e corteccia hanno applicazioni mediche. Per esempio, nel Sudan le foglie sono state tradizionalmente usate per tisane utili a contrastare le febbri malariche. In India è usato nella medicina Ayurvedica per problemi gastrici o digestivi e contro il mal di denti.

Una volta acquistato il tamarindo si consiglia di spezzarne la scorza ed estrarre così con le mani i semi che sono ricoperti di polpa appiccicosa. Non è molto comodo pulire estrarre la polpa proprio perché all'interno di ogni baccello la polpa è poca e il lavoro è spesso fastidioso. Per praticità si possono anche far bollire i baccelli per liberarne la polpa.

Il tamarindo vanta notevoli proprietà. La polpa si compone per il 31% di acqua, 57% di zuccheri, 5% da fibre alimentari, ceneri, proteine e grassi. I costituenti principali sono pectine e zuccheri semplici.

Tra i vari minerali presenti nel tamarindo c'è in elevate quantità il potassio, poi fosforo, magnesio, sodio, calcio e selenio, mentre è fonte di vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, K, e J.

L’assunzione del tamarindo si rivela molto utile in caso di problemi a livello gastrico o di digestione; ha buone proprietà lassative ed è un ottimo regolatore intestinale grazie alla presenza di acidi organici all'interno della sua polpa, particolarmente l'acido tartarico.

A questo scopo si utilizza la marmellata che può essere somministrata anche ai bambini in quanto non provoca dolori al colon.

Il tamarindo si utilizza per contrastare le febbri reumatiche; in India viene anche utilizzato per curare il mal di denti.

Il tamarindo è anche considerato un ottimo rinfrescante e si rivela particolarmente utile in estate per reintegrare la perdita dei sali minerali dovuta alla sudorazione.