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Elefanti in trappola


Bracconaggio in Kenya
Bracconaggio in Kenya

 

Elefanti in trappole.

Sembra una cosa impossibile, ma purtroppo non lo è.

Una delle conseguenze della campagna in corso, per negare ai bracconieri l’uso delle armi da fuoco, e stata quella di indirizzarli all’uso dei metodi tradizionali, andati in disuso con l’arrivo delle armi da fuoco facilmente procurabili.

 

Si è già parlato altrove dell’uso delle frecce avvelenate ed ora è sempre più evidente il ritorno delle trappole, fatte con cavi d’acciaio e catene. Sono stese tra gli alberi, sopra i sentieri di passaggio e vicino alle sorgenti d’acqua. Il metodo è molto crudele per gli animali intrappolati. Nel tentativo di liberarsi si producono delle ferite anche letali, oppure muoiono di sete dopo giorni in cattività, e sono facile preda anche di un ragazzo con una freccia avvelenata.

Negli ultimi tre mesi, nella “concervancy” (conservatorio) di Tsavo e di Taita Taveta sono stati uccisi cinque elefanti, uno per le conseguenze di essere intrappolato, gli altri per frecce avvelenate. I “rangers” della KWS, di pattuglia nei vasti “ranches”(grandi allevamenti di bestiame all’aperto) di Taita-Taveta, scoprono diecine di trappole quasi giornalmente, che sono capaci di cogliere, crudelmente, anche gli elefantini neonati.

Si dice che i bracconieri paghino i locali, esperti del ramo, per montare le trappole e uccidere gli elefanti con frecce avvelenate.

Ultime: in Gatundu arrestati cinque uomini che avevano tentato di vendere cinque zanne d’avorio, del valore di Ksh 3 milioni (euro 25 mila) a due poliziotti in borghese che si fingevano acquirenti.

By Geo Ferro