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Khat (Miraa o Marungi)


Catha edulis. Khat (Miraa o Marungi)
Catha edulis. Khat (Miraa o Marungi)

 

Il Khat (Catha edulis) è una pianta originaria del Corno d’Africa il cui principale principio attivo, il catinone, produce effetti simili all’amfetamina. Per secoli le foglie di khat sono state masticate per le proprietà stimolanti ad esse attribuite dalle usanze locali e dalle tradizioni tramandate nel tempo. L’uso di questa sostanza si è poi esteso anche ad altri paesi africani assumendo diversi nomi: ‘Gat’ in Yemen, ‘Chad’ in Etiopia e Somalia, Miraa in Kenya o Marungi in Uganda e Rwanda. L’uso eccessivo khat, come evidenziato nel presente documento, costituisce un rischio sanitario in quanto può causare dipendenza e creare problemi psichici e somatici nei consumatori, inoltre soggetti affetti da disturbi mentali preesistenti sembrerebbero essere particolarmente vulnerabili agli effetti di questa sostanza in termini di salute mentale.

La sostanza contenuta nel khat, in forma pura, è sottoposta alle normative di controllo internazionale mentre per le foglie o i derivati della pianta non esistono norme altrettanto severe. “Il fatto stesso che non tutti i paesi adottino le stesse normative contro il traffico di khat rappresenta un’agevolazione per il mercato della criminalità organizzata” ha spiegato Wolfgang Götz, direttore dell’EMCDDA.

I due paesi da cui passerebbe il maggior traffico di khat, secondo il rapporto dell’EMCDDA, sarebbero il Regno Unito e i Paesi Bassi e alcuni paesi europei riporterebbero persino un raddoppio dei sequestri di khat negli ultimi cinque anni. L’invito dell’agenzia europea perciò è volto ad aumentare le normative vigenti a livello internazionale per questa sostanza, la cui pianta Catha edulis, il catinone e la catina in essa contenuti, in Italia sono inclusi nella tabella I del D.P.R. 309/90, il Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope.

"Secondo il Sistema Nazionale di Allerta Precoce del Dipartimento Politiche Antidroga che ha la finalità di individuare nuove sostanze e nuove modalità di consumo sul territorio italiano, negli ultimi 3 anni non si sono registrati nel nostro Paese casi di intossicazione acuta correlati all'assunzione di khat".

 

A causa della rapida deperibilità del suo maggiore principio attivo, il catinone, il khat deve essere utilizzato entro due o tre giorni dalla sua raccolta. Per il khat la velocità è tutto, visto che le foglie possono perdere le loro proprietà in 48 ore (le foglie vengono lasciate attaccate allo stelo nella speranza di prolungarne gli effetti).

Sebbene sia consumato anche sotto forma di infusi (il cosiddetto tè abissino), la modalità usuale di assunzione consiste nella masticazione prolungata delle foglie, fino a formarne un bolo che viene mantenuto all'interno della guancia e continuamente rinnovato. La presenza del bolo causa il caratteristico rigonfiamento della guancia che ha da sempre colpito l'attenzione dei viaggiatori europei.

L'effetto pieno si manifesta dopo circa tre ore di consumo ed è caratterizzato da uno stato di euforia che il consumatore definisce di felicità, serenità ed energia. Il khat è una tipica droga "sociale". Il consumo avviene in gruppi amicali e grande attenzione viene posta ad elementi culturali che contribuiscano allo sviluppo ed al mantenimento dei suoi effetti: indossare vesti tradizionali, ascoltare musica etnica, conversare piacevolmente, bruciare incenso, fumare sigarette, bere tè caldo o bevande contenenti caffeina.

Un interessante aspetto di questo rituale consiste nel creare nell'ambiente una temperatura elevata serrando porte e finestre, nella consapevolezza empiricamente acquisita che il caldo aumenta gli effetti del khat, così come di ogni altro anfetaminico. Il contesto ambientale in cui il consumo avviene è così importante per la sperimentazione degli effetti positivi del khat, che la mancanza di idonee condizioni scatena l'insorgenza di spiacevoli stati disforici o addirittura di psicosi.

 

Miraa, altrimenti detto Marungi, nomi locali del Khat
Miraa, altrimenti detto Marungi, nomi locali del Khat

 

 

"MIRAA (O MARUNGI) DA MASTICARE"

Legale in Kenya, sempre più fuorilegge in Europa

Chi frequenta la costa keniota (o Costa Swahili, come in futuro verrà chiamata turisticamente) conosce le proprietà del Miraa, altrimenti detto "Marungi" (pronuncia "marunghi"), nomi locali del Khat.


Ma anche chi vi si affaccia per la prima volta può notare molti cittadini locali masticare uno stelo di erba insieme al chewing gum. È una pratica comune tra gli autisti, ad esempio, ma anche tra i giovani. Il marungi infatti ha qualità amfetaminiche. Toglie la fame e tiene sveglio, esattamente come le foglie di coca in sudamerica.

Il marunghi in Kenya è legale, la vendita avviene in appositi chioschetti che vendono solo quello. La qualità migliore proviene dall'altopiano di Meru, e comunque dal nord del Paese.

L'abuso di marungi ovviamente può causare effetti non piacevoli, come allucinazioni o dolori di stomaco. Altra negatività del marungi è che viene usato per togliere la "sbronza", quindi può portare a bere maggiormente. C'è chi lega all'abuso di marungi i molti incidenti stradali nel Paese. Ma è una tradizione keniota che sarebbe impossibile fermare.

Il miraa è anche un business, a livello interno ma anche per quanto riguarda l'esportazione. Le foglie della pianta vengono esportate, per un giro di affari di milioni, nei paesi che non ne ritengono illegale l'uso. L'Italia non è tra questi, in ogni caso. Lo era fino a poco tempo fa l'Olanda, che però ha stoppato l'importazione del miraa, e di fatto ha messo in ginocchio intere coltivazioni di Meru e dintorni, tanto che il presidente Uhuru Kenyatta si è apertamente schierato contro il Governo olandese, criticando aspramente la scelta di mettere il miraa fuorilegge.

L'esportazione delle foglie, che hanno anche proprietà benefiche, non può essere separata da quella degli steli, che potrebbero chimicamente essere lavorati proprio come la cocaina. Intanto qui da noi sulla costa, i vecchi passano le giornate tranquillamente, giocando a "bao", bevendo succo di tamarindo, con un'erbettina da masticare in bocca. E non fanno male a nessuno...

Fonte: Malindikenya.net