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La "Piccola Mogadiscio" di Nairobi


Garissa market in the Somali district of Eastleigh, Nairobi.
Garissa market in the Somali district of Eastleigh, Nairobi.

 
La “Piccola Mogadiscio” di Nairobi
Il quartiere è un fiorente centro commerciale con un giro d’affari che arriva fino a $ 100 milioni ogni mese.

Eastleigh, Nairobi
La chiamata alla preghiera che proviene dai minareti delle moschee locali compete con i clacson dei taxi e le grida dei venditori ambulanti che vendono qualsiasi cosa, da DVD islamici agli ultimi film di Bollywood.

Benvenuti a Eastleigh, un quartiere residenziale della capitale Nairobi, conosciuto come "Piccola Mogadiscio" a causa della sua grande popolazione somala.
È qui che intraprendenti rifugiati somali hanno aperto un negozio e lottano per tornare a casa dopo la cacciata del dittatore Siad Barre nel 1991.
Centinaia di persone spingono e sono spinte lungo i marciapiedi fangosi fuori dai centri commerciali di quattro piani che portano nomi come "Bangkok", "Dubai" e "Emirates".
Ad una estremità della strada c'è l'Al-Kawthar Mall, il più grande mercato dell'oro di Nairobi.
"Cambiare dollaro, cambiare dollaro, saraf, saraf", gridano giovani uomini, cercando di attirare clienti al loro ufficio di cambio.
Non lontano, circa duecento donne somale siedono in una sala aperta sfoggiando anelli d'oro, collane, orecchini e altri gioielli.
Un'altra sezione del centro commerciale si compone di circa 40 negozi di proprietà somala che vendono oro e argento, per lo più importati da Dubai.
I buoni prezzi attirano molti clienti, soprattutto sposi, rivenditori e persone che sperano di vendere i loro gioielli.
A pochi metri di distanza, i visitatori troveranno il nuovo Garissa Lodge Mall, un centro commerciale a due piani che vende abbigliamento e elettronica.
Schermi televisivi da 60 pollici, telefoni cellulari e decoder satellitari vengono messi in mostra al piano terra della maggior parte dei negozi.
Al primo piano, è esposto l’abbigliamento islamico tradizionale - come black abayas (lunghi abiti sciolti di colore nero) e niqabs (veli per il viso) – lungo un lato vengono mostrati perizomi e altri capi di lingerie.
"C’è tutto per tutti a Eastleigh, e a prezzi imbattibili", dice Abukar Kanyare, un commerciante somalo che lavora nella zona da dieci anni.
"Questo è ciò che attrae migliaia di persone qui ogni giorno", aggiunge.
È anche uno dei motivi per cui il quartiere è rapidamente diventato non solo la capitale finanziaria di Nairobi, ma anche un centro interregionale.
I commercianti provengono da luoghi lontani come Sud Sudan, Uganda, Tanzania ed Etiopia per fare affari a Eastleigh.
Secondo Hussein Guled, vice-presidente della Eastleigh Business Association, il quartiere commerciale ha un giro d’affari che arriva fino a 100 milioni di dollari americani ogni mese.
Ma nonostante i suoi contributi significativi per l'economia locale, strade dissestate e servizi igienico-sanitari continuano ad ostacolare il successo mercantile di Eastleigh, con acquirenti e commercianti costretti a “navigare” allo stesso modo attraverso buche e fango.
Pochi minuti prima delle 15:00, l’attività, nella maggior parte del Eastleigh residenziale, riceve una battuta d'arresto.
Diversi camioncini carichi di sacchi suonano i clacson continuamente ed azionano i lampeggianti per segnalare l'arrivo delle “foglie verdi” contenenti sostanze psicotrope, meglio conosciute come Khat o Miraa a livello locale, che svolgono un ruolo importante per l'economia del Kenya.
Milioni di dollari sono guadagnati ogni anno da questo business redditizio, che è controllato da cartelli ben chiusi di somali in gran parte del Kenya.
Masticare Khat è il passatempo più popolare di Eastleigh, sia per i giovani che per gli anziani.
Esplosioni di musica somala provengono da sale da tè in cui i clienti masticano khat e discutono sugli sviluppi in Somalia, fermandosi solo il tempo necessario per espirare nuvole di fumo denso di shisha (una speciale miscela di foglie di tabacco fresco, polpa di frutta, e melassa o miele, che possono essere conservati per un massimo di 2 anni).
La storia di Eastleigh risale al periodo coloniale del Kenya, quando il quartiere è stato costruito appositamente per ospitare i kenioti di origine sud-asiatica.
Più tardi, i somali del Kenya si stabilirono nella zona, seguiti da rifugiati somali in fuga dai combattimenti nel loro paese nativo.

La tratta di esseri umani
In un'altra parte dell’Eastleigh, l'aura è nettamente etiope.
Le lingue principalmente parlate qui sono l’aramaico e l’oromo, le lingue locali dell'Etiopia.
L'odore di caffè etiope forte e manzo aromatizzato etiope è denso nell'aria, mentre la musica di Teddy Afro il cantante più popolare dell'Etiopia – può essere ascoltata.
La tratta di esseri umani è una fonte di reddito principale sulla 10th Street, dove fanno tappa gli aspiranti migranti etiopi nel loro cammino verso destinazioni lontane come il Sud Africa e l'Europa.
I migranti condividono camere d'albergo squallide ed in condizioni indigenti; alcuni saranno fortunati e raggiungeranno il Sudafrica o l’Europa.
Altri rimangono bloccati a Nairobi dopo essere stato truffato dei loro soldi, o in una cella di prigione per essere entrati in Kenya illegalmente.
"Si può pagare fino a $ 1000 per essere contrabbandato in Sud Africa", ha detto un residente locale di nome Duba Gurach.
"È un grande business che coinvolge un cartello di trafficanti di esseri umani etiopi e funzionari dell'immigrazione kenioti corrotti".

Legami con Al-Shabaab
Ma il traffico di esseri umani non è l'unica attività illecita, associata al quartiere di Eastleigh di Nairobi.
Ai tempi in cui la pirateria al largo della Somalia era al suo apice, alcuni hanno pensato a collegamenti tra il fenomeno della pirateria e i nuovi investimenti che scorrevano in località fiorenti.
Ricercatori kenioti hanno espresso il sospetto che il gruppo militante di Al-Shabaab della Somalia abbia investimenti in Eastleigh.
Ciò ha portato a frequenti incursioni nelle moschee locali e all'arresto arbitrario di residenti sospettati di possibili legami con Al-Shabaab.
"Il nostro successo commerciale ha creato rivalità in affari con le altre parti di Nairobi, questo può essere il motivo per cui si parla di attività illegali", ha detto Mukhtar Adan, un residente di Eastleigh.
"Non ci sono soldi di pirati qui. Non ci sono dollari di al-Shabaab qui", ha chiarito.
"Se Al-Shabaab ha investimenti qui, perché avrebbe dovuto metterci delle bombe ad orologeria?"
Sei persone sono state uccise e diverse altre ferite quando Eastleigh è stata scossa da due esplosioni gemelle.
Secondo i testimoni, le esplosioni hanno preso di mira due ristoranti e una fermata dell'autobus.
Le bombe sono state piazzate solo il giorno dopo che un uomo è stato ucciso nello stesso quartiere, mentre l'assemblaggio era stato improvvisato all'interno di un appartamento.
Quando scende la notte, molti residenti di Eastleigh dicono di temere una sola cosa: gli agenti di polizia corrotti del Kenya.
"Non abbiamo più pace, la polizia che dovrebbe proteggerci ora ci da la caccia", ha detto Ahmed Mahat, un keniano somalo.
"Sia che tu sia un keniota somalo con documenti validi o un somalo proveniente dalla Somalia, hai molte probabilità di essere arrestato in qualsiasi momento del giorno o della notte" , ha detto.
"Siamo diventati come ATM (bancomat) per la polizia", ha detto Mahat.
Questo spiega la relativa mancanza di attività notturna a Eastleigh, dove i residenti in genere preferiscono trascorrere le serate in casa, ad eccezione di un manipolo di "ragazze Twilight" seminude che adescano clienti.