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Bufalo africano


Mandria di bufali africani
Mandria di bufali africani

Bufalo Africano

Due bufali africani (Syncerus caffer) nel Serengeti. A sinistra la femmina, a destra il maschio.
Due bufali africani (Syncerus caffer) nel Serengeti. A sinistra la femmina, a destra il maschio.

 

Il Bufalo nero (Syncerus caffer), "Nyati o Mbogo" in Swahili, Buffalo in inglese, noto anche come Bufalo cafro, Bufalo africano o Bufalo del Capo, è un mammifero che fa parte dell'ordine degli Artiodattili e della famiglia dei Bovidi. È l'unica specie del genere Syncerus.

È un animale di grosse dimensioni. Può arrivare a 180 cm di altezza al garrese, è lungo fino a 250 cm e pesa dai 700 ai 1000 kg.

 

Il bufalo africano gode purtroppo della ben triste fama di essere la preda più pericolosa di tutto il continente. Tanto meglio per lui e peggio per i cacciatori!

 

È un animale davvero impressionante, dotato di enormi corna ripiegate prima verso l'esterno poi ricurve verso l'alto che si vanno assottigliando e che superano il metro di lunghezza, la cui ampiezza da punta a punta può raggiungere in alcuni casi addirittura i 130 cm (il massimo tra i bovidi). Queste corna alla base si congiungono sul capo del bufalo, formando uno scudo cefalico, la cui importanza risulta evidente durante gli scontri tra maschi nel periodo dell'accoppiamento. Il suo pelo è di colore quasi nero (da cui il nome).

Il suo habitat, come quello degli altri bovidi africani, è la savana.

 

Il bufalo africano non teme nessun altro animale e affronta le belve senza indietreggiare. Si sa che i bufali hanno talora ucciso qualche leone imprudente che aveva tentato di aggredirli o tentato di attaccare i piccoli protetti all'interno del branco.

 

Nonostante la sua mitica forza e la sua aggressività, il bufalo africano ama la tranquillità e non desidera altro che potersene stare in pace.

Come quasi tutti gli artiodattili è strettamente erbivoro. È un animale sociale e vive in branchi più o meno numerosi, che possono essere formati da una sola famiglia oppure dal raggruppamento di parecchie decine o addirittura centinaia di capi. Ogni branco è capeggiato da una femmina adulta ed esperta e non da un maschio, come ci si potrebbe aspettare. I giovani maschi vivono nel branco, ma, man mano che invecchiano, vengono superati dagli individui più giovani e forti; essi finiscono allora per ritirarsi a vita solitaria e diventano veramente molto bisbetici.

La stagione delle piogge mette in funzione l'orologio biologico di questi animali: al termine delle piogge, infatti, le femmine entrano in calore e dopo dieci mesi di gestazione daranno contemporaneamente alla luce numerosi piccoli.

 

Il bufalo africano è attivo all'alba e al crepuscolo. Nelle ore calde della giornata si sdraia all'ombra a dormire ed a ruminare. Vive nella savana alberata stando di preferenza vicino all'acqua poiché deve abbeverarsi una o due volte al giorno.

Il bufalo africano ama fare bagni nell'acqua e nel fango. Questi bagni gli sono molto utili per liberarsi dai parassiti e per la termoregolazione. I bufali comunque hanno anche un altro modo per tenere a bada i parassiti: lasciano poggiare sul loro corpo diversi uccelli, come le bufaghe e gli aironi guardabuoi, che li ripuliscono dagli animaletti indesiderati.

Quando è spaventato carica gli intrusi alla cieca, senza cercare di capire se si tratta di amici o di nemici.

 

Mandria di bufali africani
Mandria di bufali africani